In Toscana la Pasqua non è solo una ricorrenza religiosa, ma un grande racconto collettivo che attraversa i secoli, un patrimonio culturale diffuso capace di trasformare borghi e città in palcoscenici a cielo aperto. Dalle spettacolari rievocazioni con centinaia di figuranti alle processioni più intime e raccolte, ogni anno la Toscana si avvicina alla Pasqua con suggestivi riti che si rinnovano grazie al lavoro di volontari e associazioni, un’esperienza di condivisione che va oltre la memoria del sacro e si fa collante di intere comunità.
Le celebrazioni del Venerdì Santo
Il cuore di queste celebrazioni è il Venerdì Santo, ma non mancano anche celebrazioni precedenti al venerdì di Pasqua. È il caso, ad esempio, della storica Processione di Comeana, nel Comune di Carmignano, che si è svolta quest’anno, dopo otto lunghi ani di assenza, e per la prima volta, nel pomeriggio di domenica scorsa, 29 aprile. Una novità assoluta. Solitamente la tradizionale Processione del paese nella provincia di Prato si svolgeva nella serata del giovedì di Pasqua, scelta fatta in origine per evitare la sovrapposizione con la processione di Grassina, nel Comune di Bagno a Ripoli. Il cambio di data non ha avuto conseguenze su pathos e partecipazione: oltre 400 i figuranti e un finale tutto nuovo, nel bosco adiacente al sito etrusco di Montefortini hanno restituito alla comunità una tradizione mancata troppo a lungo, e che nulla ha da invidiare, per coralità, teatralità, e rappresentazione, a rievocazioni ben più note, come appunto quella di Grassina.
Grassina, la Passione che unisce un paese
La Rievocazione storica della Passione di Cristo di Grassina, nel comune di Bagno a Ripoli, è una tradizione le cui origini risalgono al XVII secolo, dal 1982, con la sola interruzione della pandemia, è organizzata dal Centro Attività Turistica di Grassina Odv con il sostegno dell’amministrazione comunale. A far rivivere la magia della Via Crucis e della Passione di Gesù decine di attori e centinaia di persone di ogni età in costume d’epoca, generazioni unite dalla volontà di offrire uno spettacolo corale di grande fascino, con una rappresentazione che anima Grassina con atmosfere e personaggi di duemila anni fa: un doppio racconto che si sviluppa tra il corteo per le strade del paese e le scene recitate sulla collina del Calvario. Spiritualità e rappresentazione storica si fondono creando una perfetta alchimia che ogni anno richiama migliaia di spettatori.

Accanto alla tradizione, ogni edizione introduce elementi nuovi: quest’anno, tra le novità, il mercato storico romano e scene inedite come l’incontro tra Gesù e la Veronica o il tentativo di Maria di sorreggere la croce.
Dai borghi senesi alla Valdichiana, la devozione si fa racconto
A Casole d’Elsa il venerdì Santo prende forma in un corteo di oltre 250 figuranti: un momento di raccoglimento in cui storia e fede si intrecciano tra le vie del borgo.
Tra le rievocazioni più note della zona, c’è sicuramente la “Giudeata” di Chianciano Terme. Circa 150 figuranti in costumi d’epoca danno vita a un lungo corteo che alterna scene didascaliche, con soldati romani, il Sinedrio, la corte di Erode, alla processione con le sacre effigi del Cristo morto e della Madonna Addolorata. “La Giudeata rappresenta uno dei momenti più alti della nostra identità collettiva. È un evento che unisce fede, storia e comunità, coinvolgendo volontarie e volontari di tutte le età, associazioni locali e l’intera cittadinanza. Un ringraziamento speciale va a tutti coloro che con passione e dedizione rendono possibile questa tradizione secolare, rafforzando il tessuto sociale e conservando le nostre radici”, ha dichirato l’Assessora al centro storico di Chianciano Alessandra Chiezzi.
Sempre nel territorio senese, Radicofani propone celebrazioni diffuse per tutta la Settimana Santa: dalla suggestiva “processione buia” del giovedì alle liturgie e al corteo del venerdì Santo, in un contesto paesaggistico di grande impatto.
Tradizioni secolari e comunità in cammino
La rievocazione della Passione si tiene il venerdì di Pasqua anche in provincia di Pistoia, a Casalguidi, documentata fin dal Seicento e con cadenza triennale. La processione si struttura in undici quadri viventi che ripercorrono gli ultimi momenti della vita di Cristo, accompagnati da musicanti e centurioni romani. Un evento profondamente radicato, che gli abitanti chiamano non a caso “la festa bella”.
Accanto alle grandi rievocazioni, resistono anche riti più raccolti. A Portoferraio, ad esempio, la processione del Gesù Morto, legata alla storica Compagnia della Misericordia fondata nel Cinquecento, attraversa le vie del centro con la statua seicentesca del Cristo, in un’atmosfera di silenzio e devozione.
Non solo processioni: le altre tradizioni
A Firenze la domenica di Pasqua si tiene il tradizionale Scoppio del Carro, uno dei riti più spettacolari e conosciuti della regione: dal Duomo, la colombina accende il grande carro pirotecnico, rinnovando un gesto simbolico che da secoli accompagna la Pasqua fiorentina tra auspici e tradizione.
Ma non c’è solo Firenze. Anche a Rufina si svolge lo stesso rito ma il sabato di Pasqua, un giorno prima. Lo Scoppio del Carro di Rufina prevede prima il corteo del cero pasquale, poi il volo della colombina che accende il carro pirotecnico. Una tradizione che nel 2026 celebra gli ottant’anni dalla ripresa nel dopoguerra, simbolo di continuità e resilienza.
