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A Ponte a Buggiano rinasce un bene confiscato alla mafia e diventa presidio di legalità e servizi

L’area tra via del Vasone e via Ponte Buggianese in Valdinievole è stata oggetto di un ampio progetto di riqualificazione sostenuto da risorse regionali e fondi Pnrr

Buggiano

A Ponte a Buggiano un’area confiscata alla criminalità organizzata torna a vivere e si trasforma in presidio di legalità e servizi per i cittadini.

È il senso del sopralluogo effettuato questa mattina in Valdinievole, dalla vicepresidente della Regione Toscana Mia Diop, insieme al sottosegretario Bernad Dika, al sindaco Daniele Bettarini e alla consigliera regionale Simona Querci.

Al centro della visita, l’area tra via del Vasone e via Ponte Buggianese, oggetto di un ampio progetto di riqualificazione sostenuto da risorse regionali e fondi Pnrr.

Due gli interventi principali: il primo, ormai in fase di completamento, porterà alla realizzazione di una struttura di accoglienza dedicata al “Dopo di noi”, grazie alla collaborazione con la Società della Salute Valdinievole.

Il secondo darà vita alla nuova sede della Polizia Municipale associata di cinque comuni del territorio, con un investimento regionale di circa 483mila euro.

“I lavori del nuovo edificio proseguono secondo il cronoprogramma”, ha sottolineato Mia Diop, esprimendo soddisfazione. “Un bene confiscato alla criminalità non deve restare inutilizzato, sarebbe una sconfitta per lo Stato e una vittoria dell’illegalità. Qui abbiamo un ulteriore simbolo concreto di come le istituzioni insieme sanno rispondere alla mafia con la presenza, con i servizi, con la vita che torna”, ha aggiunto Diop. “Ringrazio l’amministrazione comunale per l’impegno con cui sta portando avanti questo percorso di restituzione. La Regione Toscana continuerà a sostenere gli enti locali che con determinazione operano per far trasformare simbolo di dominio in presidi di legalità”.

“Quando entriamo in un luogo che era nelle mani della criminalità e vediamo che è in corso la sua trasformazione in qualcosa di utile per la comunità – ha commentato il sottosegretario Bernard Dika – capiamo perché vale la pena lottare e quanto può essere importante il ruolo e le scelte delle istituzioni. Presto questo luogo da simbolo di illegalità diverrà simbolo di sicurezza e di servizio per i cittadini. La Toscana ancora una volta dimostra come si fa”.

“Restituire questi beni alla collettività – ha osservato il sindaco Bettarini – è un impegno che ci siamo assunti e con determinazione lo vogliamo portare in fondo. La rinascita dell’intera area per noi assume un significato speciale perché significa dire che le istituzioni sono presenti contro l’illegalità e perché sono in grado di assicurare servizi e diritti per i cittadini. Ringrazio la Regione per l’importante contributo economico, che ci ha assicurato”.

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