Un itinerario artistico subacqueo dove le opere d’arte contemporanea diventano veri e propri strumenti di protezione e ripopolamento dell’ecosistema marino. Prende forma sul litorale del Monte Argentario, nel tratto di mare compreso tra Porto Ercole e Porto Santo Stefano, il nuovo Parco sottomarino. L’iniziativa, realizzata dal Comune di Monte Argentario, vede la collaborazione dell’Associazione Casa dei Pesci – ETS e dell’Accademia Mare Ambiente.
Il progetto estende l’esperienza già avviata con successo nel 2012 a Talamone dal pescatore Paolo Fanciulli, fondatore della Casa dei Pesci, nata originariamente per contrastare la pesca a strascico illegale attraverso il posizionamento di blocchi di marmo sul fondale. Se a Talamone si contano già 29 sculture, la nuova area dell’Argentario amplia la visione combinando scultura e ingegneria ambientale in un fondale profondo circa dieci metri, caratterizzato da tratti sabbiosi e praterie di Posidonia oceanica.
“Questo progetto nasce da un’idea di mare non solo come paesaggio naturale, ma come spazio collettivo da salvaguardare – ha dichiarato il sindaco Arturo Cerulli -. Le opere dialogano con il fondale e con la Posidonia oceanica, simbolo fragile e prezioso del Mediterraneo, trasformando il museo sottomarino in un luogo dove arte contemporanea e tutela ambientale diventano parte dello stesso racconto”.

Le opere
Il nuovo parco è composto da cinque grandi opere ideate da sette artisti internazionali presso i laboratori di Studi d’Arte Carrara. I manufatti sono stati ricavati da grandi blocchi di marmo donati dalla Cava Michelangelo, di proprietà di Franco Barattini. A firmarle sono Corrado Levi, Andre Marini Leandri e Francesca Bonanni, Anna Torre, Abdulkadir Hocaoglu, Nikolas Maniatakos e Wimar Van Ommen. I lavori, dai titoli evocativi e fortemente legati all’immaginario del mare e della materia, sono pensati per trasformarsi lentamente nel tempo attraverso la relazione con il fondale e con le biocenosi marine.

Per favorire la biodiversità, le sculture saranno affiancate da reef artificiali stampati in 3D pensati come rifugio per la fauna ittica e da speciali mattonelle pentagonali forate, progettate specificamente per agevolare la crescita della Posidonia oceanica. L’obiettivo a lungo termine è la creazione di un “giardino sommerso” accessibile a cittadini e turisti tramite snorkeling e immersioni guidate.
“La cosa più interessante di questo progetto è che le opere non resteranno mai uguali – ha commentato Luigi Scotto, coordinatore del progetto per il Comune di Monte Argentario -. Il mare, il tempo e la Posidonia continueranno lentamente a trasformarle, facendole diventare parte del fondale”.
L’inaugurazione

Il percorso di posizionamento delle opere prevede due tappe principali. Il primo appuntamento, che si è tenuto lo scorso 12 giugno, ha visto l’inaugurazione della mostra a terra delle sculture, alla presenza delle istituzioni locali. Il 2 luglio, si procederà con le operazioni tecniche di immersione dei blocchi di marmo nei fondali dell’Argentario.