C’è tempo fino al 19 luglio per immergersi nelle atmosfere uniche della 38esima edizione di Mercantia, il festival internazionale del quarto teatro che sta animando il borgo medievale di Certaldo Alto. Tra i protagonisti più amati dal pubblico c’è Pietro Rasoti, artista fiorentino classe 1989. Salito sui trampoli a soli 13 anni, Rasoti ha fatto di questa tecnica il suo marchio di fabbrica. A 17 anni ha ricevuto l’importante eredità artistica di Luigi Sicuranza con lo spettacolo “Altolivello“, portandolo con successo in Italia e all’estero, affiancando poi negli anni una solida formazione tra teatro, circo e danza contemporanea. Nel 2009 ha fondato con Miriam Calautti la compagnia “Circo improvviso“, evolutasi nel 2023 in “MascheraViva“. Oggi Rasoti è un vero e proprio “ingegnere del costume” e coordinatore artistico. Lo abbiamo intervistato nel borgo di Certaldo, dove sta riscuotendo un enorme successo itinerante con il suo spettacolare “Cromosauro”.

In questa edizione di Mercantia riporti in scena il Cromosauro. Ci racconti com’è nato?
È nato nella follia del periodo Covid. Era un sogno, il sogno di un bambino, quello del dinosauro. Stavo studiando, ero su vari progetti: uno dedicato al folklore messicano e questo invece del dinosauro. A Miriam (Calautti ndr) è venuto in mente di mixare i due progetti ed è nata questa idea psichedelica e folle che si è concretizzata nel Cromosauro, quindi un dinosauro con il richiamo ai colori e al folklore messicano. Il Cromosauro ha proprio debuttato quattro anni fa, a Mercantia 2022.
È piaciuto anche all’estero, a Hong Kong
Sì, sta funzionando molto e stiamo girando tanto. Quest’anno abbiamo fatto Hong Kong, torneremo di nuovo in Romania (siamo stati settimana scorsa), poi saremo in Giordania e in Giappone, quindi ci sta dando grandi soddisfazioni.
Ci racconti come sei arrivato a fare teatro di strada?
La storia è piuttosto lunga, cerco di sintetizzarla. Quando avevo 17 anni ho ricevuto in eredità uno spettacolo da Luigi Sicuranza, “Altolivello” con cui girava già tutto il mondo e con cui era conosciuto. Purtroppo Luigi ha scoperto una grave malattia durante un festival in Germania che gli ha reso impossibile continuare la carriera da artista e quindi ha deciso di passare a me l’eredità, la sua eredità ,che era Altolivello uno spettacolo di trasformismo sui trampoli. Luigi mi ha curato la regia mentre Terzostudio ci ha fatto supportato a livello tecnico, ha acquistato i materiali e ha reso possibile questa continuità tra Luigi e la nostra compagnia, e così ho iniziato. Avevo 16 anni-17 anni al debutto, e adesso sono quasi venti anni che porto avanti questo spettacolo

E invece il tuo legame con Mercantia?
Anche quello è molto lungo, molto profondo. Ho debuttato 20 anni fa portando a Mercantia proprio con Altolivello e poi nei vari anni con gli spettacoli nuovi che abbiamo prodotto con la compagnia.
Sia Altolivello che il Cromosauro piacciono praticamente a tutti: dai bambini, che sono affascinatissimi da Altolivello e da tutti gli animali che tiri fuori dalla tenda e poi dal dinosauro, ma anche gli adulti, che magari “mangi” mentre cammini in via Boccaccio
Sì esatto, sono appunto spettacoli che hanno un linguaggio universale perché è teatro di figura, che quindi non usa la parola, ma soltanto il fascino della figurazione. E quindi sia Altolivello che Pindarico, che è stato il nostro secondo spettacolo, che il Cromosauro, sono spettacoli molto trasversali, vanno bene un po’ per tutti. Ieri ho “mangiato” diverse persone: dalla polizia ai fotografi ai musicisti, sì se continuiamo così non so chi rimane a Mercantia (ride ndr).