Una barriera invisibile che purifica l’aria da virus e batteri e soprattutto non è dannosa per la salute, perché non emana ultravioletti come alcune lampade che ci sono in commercio. L’invenzione è dell’Università di Firenze e dell’Istituto Nazionale di Ottica del CNR e ora ha ottenuto l’ambito brevetto americano. Il progetto porta la firma dei ricercatori e inventori Franco Fusi, Giovanni Romano, Guido Toci e Barbara Patrizi.
La concessione del brevetto da parte dell’ufficio federale (l’United States Patent and Trademark Office) “conferma l’originalità e il valore tecnico dell’invenzione, superando uno dei processi di valutazione più rigidi a livello internazionale. Il traguardo offre importanti opportunità di sviluppo sul mercato statunitense, rafforzando il posizionamento internazionale della ricerca fiorentina”, spiega in una nota l’Ateneo.
Sviluppata nel 2020, durante la pandemia, l’invenzione punta ad abbattere la carica microbica e virale nell’area. La differenza con le classiche lampade in commercio è la chiave della ricerca: i dispositivi germicidi a ultravioletti producono infatti radiazioni che sono pericolose per la cute e per gli occhi, in quanto capaci di raggiungere lo strato germinativo del DNA e indurre mutazioni. La nuova invenzione offre un profilo di sicurezza estremamente più elevato per le persone e gli animali.
Come funziona
Il sistema produce una vera e propria barriera invisibile di radiazione UVC tra persone nel range di 200-230 nanometri – grazie a lampade ad eccimeri o, in futuro, da LED – che risulta letale per i microrganismi, ma è incapace di penetrare lo strato corneo superficiale della pelle.[7mark]
A questa barriera si aggiunge un flusso d’aria verticale a temperatura e umidità controllate che trasporta i microrganismi lungo la barriera e li neutralizza, oltre che ad allontanarli dalle altre persone. Il dispositivo è inoltre dotato di sensori intelligenti in grado di disattivare istantaneamente la radiazione.
I futuri utilizzi
La tecnologia toscana garantisce un abbattimento della carica virale oltre 1000 volte più efficiente rispetto alla radiazione solare naturale.
Le applicazioni d’uso sono tante. La tecnologia permette infatti di realizzare delle [mark]barriere sanificanti invisibili tra le persone in contesti affollati o in postazioni di lavoro fisse. Riesce anche ad abbattere la carica microbica nei punti di passaggio d’aria tra ambienti comunicanti.
Il sistema può essere impiegato in tanti settori, come negli allevamenti, grazie alla sua capacità di sterlizzare l’aria in ambienti confinanti.