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A Montopoli in Valdarno il primo bosco biosostenibile e partecipato d’Italia

Da area occupata da un allevamento industriale a polmone verde al confine con la superstrada Firenze-Pisa-Livorno. Tra 10 anni il bosco potrà assorbire 170 tonnellate di CO2 e una mole consistente di altri inquinanti, tra 20 anni il “risparmio” di CO2 sarà di 600 tonnellate e tra 30 anni di 1400 tonnellate

E’ stato inaugurato a Monopoli in Valdarno il primo bosco biosostenibile e partecipato d’Italia, reso possibile da un investimento totale di circa 2,2 milioni di euro, grazie al contributo di Unicoop Firenze e dei soci che hanno partecipato al progetto “Abbraccia un albero”.

La raccolta fondi popolare ha registrato donazioni di 5000 cittadini e numerosi eventi organizzati dalle sezioni soci sul territorio, da settembre a novembre: complessivamente sono stati raccolti 225mila euro.

Realizzato in collaborazione con Stefano Mancuso e Pnat, con la consulenza di Legambiente per la parte concernente la bonifica, il nuovo bosco che comprende 3000 nuovi alberi su una superficie di 6 ettari apporta importanti benefici per la qualità dell’aria.

Il progetto di Pnat prefigura che tra 10 anni il bosco potrà assorbire 170 tonnellate di CO2 e una mole consistente di altri inquinanti (polveri fini, ossido di azoto, ecc), a 20 anni il “risparmio” di CO2 sarà di 600 tonnellate e a 30 anni di 1400 tonnellate.

Stefano Mancuso, Direttore scientifico PNAT srl ha detto“Il Bosco di Montopoli è la dimostrazione che lavorando insieme e dal basso è possibile contribuire in maniera fondamentale a problemi rilevanti come quello del riscaldamento globale e della crisi climatica. Attraverso l’opera comunitaria promossa da Unicoop Firenze, un luogo prima degradato, inquinato e coperto di cemento, è diventato in breve tempo un nuovo bosco che, negli anni, ci aspettiamo possa diventare una vera e propria oasi di verde, in un’area che di naturale, prima, non aveva nulla. Ci auguriamo che quanto fatto a Montopoli possa diventare un modello virtuoso da esportare e replicare in tutta Italia. Moltiplicando i benefici prodotti dagli alberi, si risolve la crisi climatica”.

La bonifica

L’area industriale di Montopoli è stata oggetto di un’imponente opera di bonifica con la demolizione e la rimozione delle strutture che la occupavano per oltre 17.000 tonnellate di materiali residui: 5.200 tonnellate di detriti da costruzione presenti nelle vasche; 8.215 tonnellate di cemento e/o calcestruzzo derivante dalla demolizione delle strutture; 3.700 tonnellate di asfalto derivante dalla demolizione della pavimentazione; 15 tonnellate di altri rifiuti eterogenei sciolti fra cui anche frammenti in cemento-amianto (MCA). L

I detriti (cemento, calcestruzzo e asfalto) sono stati indirizzati verso percorsi di riciclo o riutilizzati in sito, quando possibile.

Lungo il camminamento principale che attraversa l’area sono stati messi a dimora 475 alberi, di specie facilmente inseribili all’interno del contesto climatico proprio dell’area: pioppo nero e bianco, salice, acero, frassino, farnia, albero di giuda, tiglio, liriodendro, noce, carpino.

Inoltre, sono state messe a dimora circa 2500 altre piante, fra le quali orniello, ontano nero, salicone, ciliegio, corniolo, roverella, nocciolo, alloro.

Le vecchie vasche di raccolta ospitano oggi piante acquatiche. L’anfiteatro naturale, delimitato dalla vegetazione arborea, sarà utilizzato come zona di incontro e per l’organizzazione di eventi.

Sono stati installati anche nidi-casette per permettere l’alloggiamento di api selvatiche. Le osmie sono una varietà italiana di ape selvatica, che non produce miele e non è aggressiva, ma svolge l’opera fondamentale dell’impollinazione con un’efficacia di oltre il 90% di fecondazione dei fiori visitati, un indice più alto rispetto all’ape mellifera.

Le casette, posizionate a una distanza di circa 80-100 metri, sono azzurro scuro, colore che attira le osmie. All’interno del contenitore, si trovano delle piccole canne, assai gradite a questi insetti, che in natura le prediligono per il proprio nido.

Progetti per le scuole

Il progetto prevede anche la realizzazione di un’aula didattica-centro conferenze di 200 metri quadri in vetro e legno con impianto fotovoltaico e geotermico. Dal prossimo ottobre l’area potrà essere visitata dai cittadini.

Il bosco di Montopoli in Valdarno è entrato nel catalogo delle proposte educative di Unicoop per le scuole toscane: lo visiteranno, con la guida di PNAT, 100 classi per un totale di 2.500 studenti delle scuole secondarie di primo grado.

Daniela Mori, presidente del Consiglio di Sorveglianza di Unicoop Firenze ha dichiarato “L’inaugurazione del biobosco partecipato di Montopoli in Val d’Arno non è un punto di arrivo, perché in quest’area c’è ancora molto da fare e abbiamo progetti per renderla ancora più accogliente e funzionale. Il momento che stiamo vivendo pone urgenze sempre più difficili da affrontare, ma non possiamo dimenticarci l’impatto delle nostre azioni e scelte anche sull’ambiente. Per questo abbiamo dedicato mesi per trasformare un’area ex industriale in un luogo capace di ripulire l’aria e diffondere la consapevolezza, fra bambini, giovani e adulti, che le piante sono le più forti alleate per una Terra più sana. I nostri ringraziamenti vanno a tutti coloro che hanno sostenuto, con le donazioni, ma non solo, l’iniziativa di “Abbraccia un albero”, con l’invito a vivere e scoprire questo luogo, che vuole essere di tutti. Infatti è già stato avviato un confronto con le Istituzioni che porterà Unicoop Firenze a donare il bosco al Comune di Montopoli”.

 

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