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“Ricerca, mobilità e merito per far ripartire l’università”

La giornata fiorentina della ministra Messa intervenuta all’inaugurazione dell’anno accademico di Unifi e in visita all’Innovation Center Fondazione CR Firenze

L’inaugurazione dell’anno accademico dell’università di Firenze alla presenza della ministra Messa

Si parla molto di ripresa, di ricominciare dopo un periodo difficile. Per ripartire dobbiamo essere consapevoli dello stato delle cose, anche del malessere e del disagio degli studenti, così come delle criticità del nostro sistema universitario“. Queste le parole pronunciate dalla ministra dell’Università e della Ricerca Maria Cristina Messa, a conclusione della cerimonia di inaugurazione dell’anno accademico 2021-2022 dell’Università degli Studi di Firenze. La cerimonia si è tenuta nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.

L’inaugurazione dell’anno accademico dell’università di Firenze alla presenza della ministra Messa

Per la ministra si deve ripartire da scienza e ricerca, mobilità, merito. “Ci sono finanziamenti mai visti prima che andranno utilizzati con grande senso di responsabilità – ha assicurato Messa – per questo dobbiamo investire sul reclutamento, e l’abbiamo già fatto aumentando il numero di dottorandi da 9mila a 20 mila, ma anche dando loro più fondi per fare ricerca. E poi avviare un rinnovamento generazionale, per ridare possibilità ai giovani, anche quelli che sono andati via, di portare progettualità nei nostri atenei. E dobbiamo fare rete: tra atenei e centri di ricerca, tra atenei e imprese, tra atenei e città“.

L’inaugurazione dell’anno accademico dell’università di Firenze alla presenza della ministra Messa

La rettrice dell’Università di Firenze Alessandra Petrucci, ha sottolineato che “l’Università deve creare occasioni di impiego con una programmazione strategica, che ripensi l’offerta formativa in maniera dinamica, per garantire obiettivi formativi e sbocchi professionali, mirati a rispondere alle nuove esigenze del lavoro”.

L’inaugurazione dell’anno accademico dell’università di Firenze alla presenza della ministra Messa

Nella sfida per l’attuazione del PNRR, serve “elevare il livello formativo significa rendere i percorsi più attrattivi e internazionali, più flessibili e più equi, sia garantendo un accesso il più possibile aperto, sia attraverso il superamento delle differenze di genere anche nella scelta dei corsi di studio, rafforzando gli strumenti di orientamento”. Ecco perché serve potenziare i percorsi di dottorato e alta formazione, “rendendo più rapido il passaggio al mondo del lavoro, riformare le carriere accademiche, promuovere l’interdisciplinarità, rafforzare il coinvolgimento civico”.

L’esempio della Regione

La rettrice ha ricordato l’importanza del Dottorato Pegaso, sostenuto dalla Regione Toscana, “una esperienza unica che deve essere salvaguardata per il suo particolare valore di condivisione tra gli atenei toscani”. E proprio tre dottorandi Pegaso sono stati incaricati, per la prima volta, della prolusione inaugurale, illustrando i temi di ricerca su cui sono impegnati.

Da parte sua il presidente della Regione Eugenio Giani ha ricordato che “la Toscana crede profondamente nell’università e farà la propria parte per investire nella ricerca, con lo stesso spirito collegiale con cui il sistema accademico toscano e quello italiano stanno raccogliendo la sfida dei fondi del Pnrr”.

Presto – ha concluso il presidente – presenteremo il piano di azione per la nuova programmazione dei fondi europei 2021-2027, con cui vogliamo dare centralità all’università e alla formazione. Perchè dare corpo e forza all’università e alla cultura significa rendere concreta la ripresa”.

Alla cerimonia ha partecipato anche l’assessora all’Università e ricerca Alessandra Nardini. “E’ in corso – ha detto Nardini – un prezioso lavoro teso a non sprecare la grande occasione offerta dalle risorse europee, che ci possono dare l’opportunità di irrobustire il sistema italiano della ricerca per tanti anni trascurato, valorizzare le nostre giovani intelligenze e accrescere le connessioni tra università e mondo produttivo. Vogliamo garantire il nostro impegno sul diritto allo studio universitario e anzi, cercheremo di sviluppare ulteriormente anche grazie alle risorse del Pnrr”.

La visita della ministra Messa all’Innovation Center di CR Firenze

L’Innovation Center e 42 Firenze

La ministra Messa ha poi visitato l’Innovation Center di Fondazione CrFirenze parlando delle nuove modalità di collaborazione tra pubblico, privato, enti bancari e università. Messa ha visitato la nuova scuola di coding ’42 Firenze’, Nana Bianca e gli Antichi granai dei Medici.

È una realtà davvero interessante e che bisognerebbe far conoscere di più anche in Italia – ha affermato Messa -. È un progetto che mette al centro i giovani, dà loro sostegno e competenze. Il modello collaborativo è fondamentale”.

La visita della ministra Messa alla scuola di coding 42 Firenze

All’Innovation Center – ha aggiunto il sindaco Dario Nardellaci sono tutti gli ingredienti di quello che chiamiamo la filiera della conoscenza e del lavoro. Si viene a imparare ma anche a conoscere, a produrre e a creare. È il rapporto ideale tra formazione e lavoro. I ragazzi possono trarre ispirazione dalla bellezza di Firenze. Non c’è innovazione senza bellezza“.

Soddisfatto il Presidente di Fondazione CR Firenze Luigi Salvadori: “sono lieto che il Ministro abbia assai apprezzato le caratteristiche del complesso, uno dei più importanti ecosistemi dedicati alla frontiera dell’innovazione in Italia. Le abbiamo anche illustrato i tanti progetti che stiamo promuovendo in ambito educativo e nella formazione, oltre al nostro forte impegno nella ricerca per la quale abbiamo stanziato circa sei milioni di euro’’.

La visita a Nana Bianca

La ministra Messa si è anche recata negli spazi di Nana Bianca, dove ha conosciuto i fondatori Paolo Barberis, Alessandro Sordi e Jacopo Marello, e ha fatto visita in particolare alle imprese digitali Vino.com e Labsitters. Durante la tappa all’Innovation Center, il Ministro ha potuto apprezzare il recupero degli antichi granai della famiglia dei Medici.

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