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Visitare il parco di San Rossore: cosa fare e le attrazioni da non perdere

Orari, ingressi e servizi per conoscere da vicino l’area protetta tra dromedari e cavalli purosangue, dune e pinete, la villa del Gombo e l’ippodromo

Un percorso natura all’interno del parco di San Rossore

San Rossore è un parco “fuori misura”. Una distesa pianeggiante coperta a vista d’occhio da boschi, 30 chilometri di spiagge con dune in continua evoluzione e aree umide tra le più importanti al mondo. Un angolo di Toscana adagiato tra le foci di due fiumi, Serchio e Arno. Un eden in terra dichiarato Riserva della Biosfera dall’Unesco. L’habitat ideale per specie animali e vegetali, spesso a rischio estinzione.

Un paradiso naturale da scoprire

Il Parco Migliarino San Rossore Massaciuccoli, questo il nome completo, è un mondo da scoprire. Molti gli itinerari proposti per passeggiare tra dune di sabbia e pinete, acquitrini e macchia mediterranea.

L’area protetta copre una vasta parte della fascia costiera delle province di Pisa e Lucca e comprende i comuni di Pisa, Viareggio, San Giuliano Terme, Vecchiano, Massarosa e Livorno.

La Tenuta di San Rossore

La Tenuta di San Rossore è il cuore del parco oltre ad essere la più grande pineta d’Europa. Furono i Medici a piantare i pini dopo le bonifiche per esigenze di caccia e produzione.

A delimitare lo spazio da una parte i fiumi Arno e Serchio, dall’altra il mare e il quartiere di Barbaricina di Pisa. Da Pisa si entra nella tenuta attraverso il lungo viale delle Cascine.

Il viale del Parco di San Rossore

San Rossore, una storia avvincente

Nel corso dei secoli il parco ha ospitato monaci, granduchi, presidenti. Nel medioevo ospitò il monastero di San Luxorio, o Rossore da cui prende il nome. Riserva di caccia per i Medici e i Lorena, fu una delle loro tenute predilette: vennero realizzate prima le Cascine Ferdinandee, oggi Cascine Vecchie poi con i Lorena, nell’Ottocento, le Cascine Nuove. In quegli anni vennero realizzati la villa Granducale, distrutta con la guerra, e la pista da corsa per cavalli purosangue. Residenza estiva per i Savoia, dopo la seconda guerra mondiale fu per lunghi anni di proprietà della presidenza della Repubblica. Poi il parco e la Villa del Gombo furono ceduti alla Regione e all’Ente parco.

Dai cinghiali ai dromedari

Il parco ospita numerose specie animali. Oltre a vacche e daini presenti fin dal 1300, si segnalano i cinghiali inseriti da Elisa Baciocchi, mentre il coniglio selvatico fu voluto da Vittorio Emanuele II. Negli ultimi anni numerosi gli avvistamenti di lupi e il frequente passaggio del fratino delicato uccellino la cui sorte è a rischio. Ad oggi sono circa 15 le coppie presenti nel parco. Per chi apprezza gli uccelli può approfittare della presenza dell’Oasi Lipu di Massaciuccoli.

Il fratino ospite assiduo del parco di San Rossore

Suggestiva la presenza dei cavalli di San Rossore, a partire dal Settecento: vivono nelle scuderie di Barbaricina e si allenano nel grande ippodromo di San Rossore almeno dal 1854. Nel parco di San Rossore si trova anche il Mucco Pisano, a rischio estinzione. La sua carne è una delle più pregiate d’Italia.

Da segnalare inoltre oltre 1400 pecie di invertebrati segnalate, ben 15 specie di libellule, 21 le specie di coleotteri coprofagi scaraboidei, 90 le specie di uccelli che vi nidificano e 105 quelle che vi svernano.

La pulizia della spiaggia San Rossore con l’aiuto dei dromedari

Non mancano gli animali esotici. I dromedari di San Rossore furono importati nel 1622 dal granduca Ferdinando II de’Medici. Nel 1944 se ne contavano 234 esemplari: la razza si estinse a San Rossore per colpa delle truppe mongole, al seguito dei nazisti, che si cibarono della loro carne. Gli animali sono stati reintrodotti in occasione del Pisa Route 2014, gli Scout di Agesci hanno donato al parco 3 esemplari.

Il parco di San Rossore

L’Ippodromo di San Rossore

L’impianto, noto anche come Prato degli Escoli, fu voluto nel 1829 da Pietro Leopoldo II di Lorena, apprezzato dai Savoia divenne sempre più popolare nella prima metà del Novecento. L’impianto ospita dal 1885 la famosa corsa Premio di Pisa, una gara su 1600 metri riservata ai cavalli di tre anni.

I cavalli sono l’attrazione principale nelle giornate di corse. Si aggiungono animazioni per i bambini, degustazioni, spettacoli e intrattenimento per tutti.
C’è anche la possibilità di vedere i protagonisti a due e quattro gambe grazie a un tour organizzato.

Per info: tel. 050 526111, email. alfea@sanrossore.it.

Dal recupero di San Lussorio alla Buca del Mare

A fine 2018, è stato avviato il recupero della Chiesa, Canonica ed Oratorio di San Lussorio, utilizzato da sempre per attività in campo sociale e che vede, specialmente in estate, la presenza di molti giovani provenienti dall’estero. Oggi ospita le attività del Next Generation Park. Le strutture del parco, oggi cablate, ospiteranno start up, congressi scientifici e fabbriche delle idee.

Nel 2019, è stata aperta una parte della spiaggia, in località “la Buca del Mare”, con una gestione affidata dal Parco al Circolo dei dipendenti: anziani che necessitano di cure elioterapiche per il tramite dei comuni e visitatori nel massimo di 15 gruppi al giorno che prenotano tramite Centro visite.

Villa del Gombo a San Rossore

La Villa amata dai presidenti

Una costruzione in legno e vetro sospesa nel vuoto su tripodi di acciaio. Villa del Gombo fu costruita tra il 1957 e il 1959 per volere dell’allora presidente della Repubblica Giovanni Gronchi, su progetto degli architetti Amedeo Luccichenti e Vincenzo Monaco. Un edificio avveniristico che anticipava i temi cari alla bioarchitettura.

Sorge dove un tempo c’era uno chalet reale ottocentesco edificato dai Lorena e ridotto a rudere dopo la seconda guerra mondiale. Il Gombo è stato luogo di soggiorno di capi di Stato stranieri: tra gli ultimi, nel 1997, il premier britannico Tony Blair. Oggi l’edificio è usato dalla Regione per scopi di rappresentanza: nel 2021 è stata ristrutturata e cablata.

La storia dell’Ente Parco

L’Ente Parco, costituito con legge regionale nel dicembre 1979, amministra il territorio in accordo con la comunità del parco: ne fanno parte i sindaci di Pisa, San Giuliano Terme, Vecchiano, Massarosa e Viareggio oltre che i Presidenti delle province di Pisa e Lucca. Ad occuparsi di conservazione e valorizzazione un Comitato tecnico scientifico formato dalle tre Università della Toscana e dal CNR mentre per il controllo, entrano in gioco anche numerose associazioni ambientaliste e non.

Il Parco è suddiviso in aree: la Macchia Lucchese, il Lago di Massaciuccoli e l’area lacustre che lo circonda, la villa del Gobbo, le foreste di Tombolo e di Migliarino e le foci dell’Arno e del Serchio. Il Parco gestisce anche le Secche della Meloria, gli scogli compresi tra Livorno e l’isola di Gorgona.

San Rossore, villa del Gombo

Parco di San Rossore, orari e accessi

L’ingresso (pedonale e veicolare) alla Tenuta di San Rossore è gratuito. L’entrata è consentita dallo storico ingresso di Ponte alle Trombe, presidiato nei giorni non festivi dalle ore 7.00 alle ore 01.00 da apposito personale.

I motoveicoli e gli autoveicoli che accedono possono percorrere solo una parte dei tratti asfaltati e possono parcheggiare oltre che nelle aree adibite, sui lati delle strade asfaltate accessibili.

Cosa fare nel parco di San Rossore

Due i centri visita nel parco: San Rossore e La Brilla. Per un’agevole visita del parco ci si può rivolgere a una delle guide turistiche o consultare la App. L’offerta di itinerari è molto ricca e consente di conoscere da vicino ogni singolo aspetto del parco di San Rossore.

Il Centro Visite San Rossore è situato a pochi metri dall’ingresso principale della Tenuta di San Rossore in località Cascine Vecchie. E’ ufficio informazioni e punto di ritrovo per le visite guidate anche in inglese, francese e tedesco oltre a quelle didattiche a piedi, in bicicletta, in pullman, in mini bus elettrico, in trenino ecologico e con battello fluviale.

Oltre alla zona della Sterpaia, si può accedere all’area di San Rossore tra Cascine Nuove e Cascine Vecchie esclusivamente a piedi, in bicicletta o a cavallo, dall’ingresso de “La Punta” (Via delle Lenze) ed è aperto anche l’accesso pedonale/ciclabile in loc. Il Marmo, nella zona Nord.

L’altro centro visita è La Brilla di fronte al lago di Massaciuccoli vicino alle antiche terme romane, all’Oasi Lipu, al percorso ciclabile Puccini che arriva a Lucca. E’ uno spazio polifunzionale autonomo che ospita: il centro visitatori, l’ostello/foresteria di 50 posti letto, una area degustazione dei prodotti tipici del territorio, la sala convegni e uno spazio espositivo di circa 400 mq per mostre, laboratori ed attività didattiche. Ci sono anche il Polo culturale permanente per il Centro teatrale per l’alta formazione, la Scuola internazionale di pittura del paesaggio la Scuola di cucina “La Brilla”.

Orari: aperto tutto l’anno 10-13; 16 -20 nel fine settimana[/markˆ. L’apertura per i restanti giorni varia a seconda della stagione. Per prenotazioni: foresteria@labrilla.eu.

I servizi a disposizione

Nella Tenuta sono presenti esercizi pubblici bar, ristoranti e strutture ricettive oltre all’Ippodromo e alle attività turistiche per le visite guidate.

Noleggio di biciclette, ciclocarrozzelle e macchine elettriche, il parco dispone di area esterna per pranzi al sacco e pic-nic. Si possono effettuare su richiesta escursioni a cavallo e visite guidate in carrozza.

Come arrivare a San Rossore

In auto per chi proviene da nord dall’uscita dell’autostrada del casello Massarosa girare a sinistra e proseguire 4 km verso Lucca sulla statale 439 sarzanese sud, quindi svoltare a destra in via di Mezzo in località Quiesa seguendo indicazioni Oasi Lipu Massaciuccoli.
Dopo 800 metri su una curva è presente l’edificio ocra de La Brilla

In auto per chi proviene da sud dall’uscita dell’autostrada Pisa Nord Migliarino prendere la statale Aurelia a destra in direzione Viareggio e girare subito a destra su via Traversagna sud parallela all’autostrada. Dopo 3 km circa all’incrocio con via Pietra a Padule al sasso prendere a sinistra e proseguire per 4 km circa (superando il centro di Massaciuccoli, il porticciolo Oasi Lipu) si arriva a La Brilla.

Con il treno stazione Massarosa – Bozzano distante 2km circa da La Brilla.

Con l’autobus fermate sulla ss 439 a 1km dalla struttura.

Da Pisa si può raggiungere la Tenuta di San Rossore:

Bus di linea n. 6 (V.le Gramsci-Barbaricina) scendere alla fermata del Viale delle Cascine e poi proseguire a piedi per circa 3 km fino all’ingresso della Tenuta di San Rossore.

In bicicletta (noleggiandole a Pisa o a Lucca).

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