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Agrobiodiversità, l’assessore Marras: “Le varietà locali sono un pilastro della cultura Toscana”

La Regione ha ribadito il proprio impegno nella salvaguardia del proprio patrimonio agroalimentare e zootecnico: un’eredità che mette al centro un modello basato su qualità e resilienza del territorio

In occasione della Giornata Nazionale dell’Agrobiodiversità, che si è celebrata il 20 maggio in tutta Italia, la Regione Toscana ha ribadito il proprio impegno storico nella salvaguardia del proprio patrimonio agroalimentare e zootecnico. Un’eredità protetta da precise coordinate legislative (a partire dalla legge regionale 64/2004 per i coltivatori e allevatori custodi) che mette al centro un modello agricolo basato su specificità, qualità e resilienza del territorio.
Per questa ricorrenza, la rete delle Comunità del Cibo e della Biodiversità toscane ha promosso un calendario di eventi, convegni tecnici e momenti didattici che uniscono la memoria storica rurale alle sfide dello sviluppo sostenibile.

“La celebrazione della biodiversità agricola ci offre un’importante occasione per ribadire come il patrimonio di razze e varietà locali sia il pilastro fondamentale della nostra cultura e delle nostre tradizioni – ha dichiarato Leonardo Marras, assessore all’agricoltura della Regione Toscana -. Promuovere l’agrobiodiversità significa valorizzare con determinazione un modello agricolo che privilegia l’unicità rispetto alle colture intensive. Proteggere un seme locale o valorizzare una razza autoctona non è affatto un atto nostalgico, bensì un investimento strategico per il futuro: significa preservare ecosistemi, paesaggi e tradizioni rispondendo con efficacia alle sfide del futuro garantendo allo stesso tempo la sopravvivenza socio-economica delle nostre comunità, soprattutto nelle aree montane e meno urbanizzate”.

Le iniziative

Il 20 maggio la Comunità del cibo e della biodiversità agricola e alimentare della Maremma ha organizzato l’incontro “Il futuro della Maremma tra Storia e Sostenibilità”.Lo stesso giorno, presso la Banca del Germoplasma di Camporgiano, si è svolto “Radici future: la Garfagnana celebra l’Agrobiodiversità tra memoria e giovani”; mentre la Riserva Naturale del Pigelleto a Piancastagnaio ha ospitato il convegno “Monte Amiata: sistemi di gestione e tutela del territorio”.

Il 21 maggio spazio alla biodiversità cerealicola con “I volti e i colori dei grani antichi: Montespertoli celebra l’agrobiodiversità“, organizzato dalla Comunità locale per esplorare le eccezionali proprietà nutrizionali e la filiera corta del pane, chiudendo con un’apericena conviviale a base di prodotti d’eccellenza dei soci.

Venerdì 22 maggio sulla Montagna Pistoiese gli studenti saranno protagonisti di “Custodi di radici: la montagna pistoiese celebra la giornata dell’agrobiodiversità 2026”. Promosso dalla Comunità del Cibo locale (con sede a Cutigliano, Abetone), l’evento prevede incontri tecnici e divulgativi focalizzati su due filiere simbolo della resilienza appenninica: la pastorizia e la castanicoltura.

Il programma delle iniziative è consultabile a questo link.

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