Cultura /

Giuseppe Gavazzi: 50 anni di amore per l’arte in mostra ai Magazzini della Corticella a Siena

Fino al 25 febbraio 2024 in mostra al complesso museale di Santa Maria della Scala le opere del maestro conosciuto in tutto il mondo non solo per le sue sculture, ma anche per aver ridato nuova vita ai capolavori realizzati da alcuni dei principali interpreti dell’arte medievale e rinascimentale

Maestro d’arte e di restauro, Giuseppe Gavazzi è conosciuto in tutto il mondo non solo per le sue sculture, ma anche per aver ridato nuova vita ai capolavori realizzati da alcuni dei principali interpreti dell’arte medievale e rinascimentale come Duccio di Buoninsegna, Giotto, Simone Martini, Ambrogio e Pietro Lorenzetti, Paolo Uccello, Piero della Francesca, Pinturicchio e molti, molti altri ancora.

Ai Magazzini della Corticella del complesso museale di Santa Maria della Scala a Siena arriva una grande mostra dal titolo “Giuseppe Gavazzi Una perfetta coincidenza” che vuole celebrare il grande scultore e restauratore nato in Francia da genitori toscani.

L’esposizione (a cura di Mauro Civai, Andrea Sbardellati, Enrico Toti) è aperta fino al 25 febbraio 2024 e propone la rassegna completa di opere realizzate in oltre un cinquantennio, nel corso di una lunghissima e luminosa carriera da Giuseppe Gavazzi, un artista atipico ma dalla fama ampiamente ed internazionalmente consolidata.

Giuseppe Gavazzi: l’amore per l’arte

Giuseppe Gavazzi nasce in Francia nel 1936 da genitori toscani. Da ragazzo segue il padre carbonaio nei suoi impegni di lavoro che lo portano in Sardegna e in Maremma fino ad approdare con la famiglia sulla collina pistoiese. A Pistoia frequenta l’Istituto d’Arte, venendo a contatto con quegli insegnanti che lui definirà “artisti poco in grado d’insegnare, ma capaci di farti amare l’arte”.

Giuseppe continua a seguire il suo istinto e inizia ad intagliare il legno nella zona di Pieve a Celle, dove si trasferirà in modo stabile. Finita la scuola Giuseppe viene avviato verso la ceramica, esperienza che sicuramente lo arricchisce e che riprenderà nell’ultimo periodo di attività, quando “sfornerà” opere di ogni tipo, dai piatti, alle figure a mezzo busto, a vasi di forme strane e bizzarre.

La ceramica lo mette, casualmente, in contatto con il mondo del restauro, incontro a cui si approccia in maniera piuttosto titubante ma che sarà un’esperienza decisiva per la sua vita, tanto che con una delle sue battute ricorrenti ripeterà: “Faccio il restauratore per poter fare lo scultore”.

Entra a far parte della bottega di Leonetto Tintori, restauratore famoso a Firenze e non solo, uomo lungimirante e aperto a nuove metodologie, che riesce a trasmettere la sua forza a Giuseppe che trova in questo lavoro spunti per la sua arte.

Giuseppe Gavazzi restauratore

Della carriera di restauratore di Giuseppe Gavazzi vanno ricordati, tra gli altri, gli interventi sugli affreschi di Giotto nella Cappella Scrovegni di Padova, di Benozzo Gozzoli in Sant’Agostino a San Gimignano; del Vecchietta, del Beccafumi e del Sodoma a Siena, di Andrea del Castagno nel Cenacolo di Sant’Apollonia e sugli affreschi nel Chiostro Grande di Santa Maria Novella a Firenze, nella Cattedrale e nella Fonte dell’Abbondanza di Massa Marittima.

Nel Palazzo Pubblico di Siena ha restituito vita al celeberrimo ciclo raffigurante Le Allegorie e gli Effetti del Buono e del Cattivo Governo di Ambrogio Lorenzetti, nonché alla Maestà e al Guidoriccio da Fogliano di Simone Martini. Nella stessa città toscana ha lavorato insieme al figlio Massimo sulle pitture murali del tardo Duecento, recentemente scoperte nel Duomo della città.

“Giuseppe Gavazzi ha un forte legame con la città di Siena dove la sua maestria di restauratore ha dato nuovo splendore ad alcuni dei maggiori capolavori cittadini: da Le Allegorie e gli Effetti del Buono e del Cattivo Governo di Ambrogio Lorenzetti alla Maestà e al Guidoriccio da Fogliano di Simone Martini, per citarne solo alcuni. Un amore per l’arte che è stato accompagnato negli anni dall’attività di scultore che lo ha reso altrettanto famoso – ha ricordato Lucia Cresti, presidente della Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala -. E proprio alle “coincidenze artistiche” di Giuseppe Gavazzi abbiamo scelto di dedicare una mostra che ne ripercorre la carriera attraverso un percorso espositivo in grado di affascinare tutti coloro che amano l’arte”.

Giuseppe Gavazzi

La mostra a Siena

La caratteristica unica delle opere di Giuseppe Gavazzi è essere riuscito trasferire nell’attività artistica le tecniche acquisite grazie alla sua lunghissima carriera di restauratore di dipinti murali, in una fortunata e sempre viva osmosi tra questi due fondamentali aspetti della sua esperienza umana e professionale.

Altrettanto intrigante nelle sue opere è la profonda e necessaria interrelazione tra la scultura che si sostanzia in una plasticità per certi aspetti ancestrale e l’intervento della pittura che modella ulteriormente le forme secondo un disegno ricercato e sempre nuovo, affondando le sue profonde radici nell’eleganza della stagione che condusse i suoi antenati toscani a entrare trionfalmente nel Rinascimento.

Le sculture in mostra raffigurano prevalentemente la figura umana nei suoi atteggiamenti quotidiani e spontanei.

Le sue opere sono modellate in terracotta, in stucco o in legno e poi colorate attraverso l’uso di raffinati effetti cromatici realizzati con l’impiego di terre naturali lavorate direttamente nel suo studio pistoiese.

“La mostra dedicata a Giuseppe Gavazzi ci porta in viaggio in un mondo parallelo, quello dell’artista oltre le sue opere. Le varie sezioni con le rispettive istallazioni infatti, bene inserite nei magazzini della Corticella che le ospitano, ci conducono alla scoperta della persona che da dietro le quinte della produzione artistica accompagna e accoglie chiunque si avvicini e si approcci ai colori, alle forme, alla vivezza espressiva delle opere, come se ci si affacciasse alla porta del suo studio d’artista”, commenta Chiara Valdambrini, direttrice della Fondazione Antico Ospedale Santa Maria della Scala.

“L’allestimento vuole sottolineare lo sviluppo della poetica di Gavazzi che è avvenuto attraverso forme costanti ma continuamente e profondamente diversificate attraverso l’uso dei materiali, dalla pietra al legno, dalla terracotta allo stucco forte fino al bronzo e l’impiego di tecniche di finitura sempre più complesse. L’incontro che proponiamo con questo grande interprete della scultura del nostro Novecento e oltre avviene con la riproposizione dell’ambiente a lui più familiare, l’intimità della casa e degli affetti, fonte primaria della sua ispirazione e dello studio, stipato dei suoi strumenti e dei suoi colori, il luogo dove ha saputo conferire forma alle sue idee”, ha commentato Mauro Civai, curatore della mostra insieme a Andrea Sbardellati e Enrico Toti.

Gavazzi

 

Informazioni sull’evento:

Tutti gli eventi nel calendario di
I più popolari su intoscana