Firenze rende omaggio a uno dei protagonisti più innovativi della cultura artistica italiana del Novecento con la mostra “Lamberto Pignotti. Visibile Invisibile. Dalla collezione Carlo Palli nel centenario della nascita dell’artista”, in programma fino al 24 agosto a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Presidenza della Regione Toscana.
Curata da Laura Monaldi, l’esposizione celebra i cento anni dalla nascita dell’artista, poeta, teorico e tra i principali esponenti della poesia visiva italiana.
Nato a Firenze nel 1926, Pignotti ha legato profondamente il proprio percorso umano e artistico alla città, dove ha vissuto fino al 1968 e dove ha sviluppato le prime sperimentazioni di arte verbovisiva, anticipando molte delle riflessioni sul rapporto tra linguaggio, immagine e comunicazione di massa.
Eugenio Giani presidente della Regione Toscana ha dichiarato: “È un grande onore ospitare a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della presidenza regionale, un’antologica dedicata a Lamberto Pignotti e in questo modo omaggiare uno dei più grandiartisti fiorentini viventi, tra i padri della poesia visiva italiana. Già tra i fondatori del Gruppo 70, artista capace di adoperare e mescolare i linguaggi più diversi per raccogliere le sfide della contemporaneità,Pignotti è qui presente con un itinerario ricco diproposte e di suggestioni, che vanno dalle poesie visive degli anni Sessanta alle opere più recenti, con una selezione delle serie artistiche più conosciute: Souvenir, Francobolli, DrinkPoem, Semiografie, Decomposizione, Visibile Invisibile. E proprio “Visibile Invisibile” è il titolo che è stato scelto per questa mostra, che dà conto di una straordinaria ricerca sul segno e sul media estetico in 60 anni di attività, sia artistica che teorica e lirica. In questo modo intendiamo presentare anche al grande pubblico un artista che è stato capace di cogliere i fermenti più vitali e innovativi su una scena internazionale nella quale peraltro è particolarmemte conosciuto e apprezzato. Un grazie di cuore a Carlo Palli, che ha messo a disposizione le opere della sua collezione, e a quanti hanno collaborato alla mostra e al relativo catalogo.”
“È incredibile l’energia di Lamberto Pignotti – ha affermato l’assessora alla cultura Cristina Manetti – un artista che rappresenta il simbolo della poesia visiva, punto di riferimento a livello europeo. Noi abbiamo la fortuna di ospitare questa mostra così importante, e di aver ricevuto da Carlo Palli una donazione significativa sempre nell’ambito della poesia visiva: un tratto di storia che ci piace ripercorrere perché è stato a Firenze che ha avuto il suo cuore pulsante negli anni ‘70”.
La curatrice Laura Monaldi ha scritto: “Nel centenario della nascita di Lamberto Pignotti, la mostra ripercorre oltre sessant’anni di una delle ricerche più radicali della neoavanguardia italiana. Poeta, teorico e operatore visivo, Pignotti fonda a Firenze nel 1963, insieme a Eugenio Miccini, il Gruppo ’70, dando avvio a una stagione che mette in discussione i confini tra parola e immagine, tra letteratura e comunicazione di massa. Il percorso espositivo attraversa le diverse fasi della sua poetica: dai collage degli anni Sessanta e dalla serie artistiche più famose fino ai cicli più recenti. Attraverso il collage verbo-visivo, Pignotti trasforma il linguaggio della pubblicità, della stampa e dei mass media in materiale poetico, restituendo alla scrittura una funzione critica nei confronti della società dei consumi. Oggi, a distanza di decenni, quelle esperienze appaiono straordinariamente anticipatrici. La dissoluzione dei confini tra le arti, l’ibridazione tra parola e immagine, la centralità del dispositivo tecnico, la partecipazione attiva del fruitore: elementi che appaiono ormai strutturali nell’ecosistema culturale contemporaneo erano già al centro delle sperimentazioni degli anni Sessanta. La cultura digitale, con la sua configurazione reticolare e multimediale, trova nelle pratiche intermediali di quel periodo un precedente sorprendentemente lucido. Rileggere la poetica di Lamberto Pignotti, significa interrogare le origini di una sensibilità che è divenuta la nostra. A un secolo dalla nascita, la lezione dell’intellettuale risiede nella necessità per la poesia di rinegoziare costantemente il proprio rapporto con la lingua contemporanea, senza isolarsi né omologarsi. Attraverso la contaminazione dei linguaggi, egli ha ridefinito il ruolo della poesia, trasformandola in un dispositivo critico per interpretare il presente, offrendo strumenti ancora validi per comprendere l’odierna complessità estetica e mediale.”
La mostra
La mostra, attraverso una selezione di opere provenienti dalla collezione di Carlo Palli, ripercorre i momenti salienti di una ricerca che ha attraversato oltre settant’anni di storia culturale, mantenendo sempre uno sguardo attento ai cambiamenti della società contemporanea.
Fin dagli anni Sessanta Pignotti è stato tra i teorici e i protagonisti della “poesia tecnologica” e della “poesia visiva”, linguaggi capaci di fondere parola e immagine, arte e comunicazione, in una continua contaminazione di codici espressivi.
Fondatore del Gruppo 70 e tra i partecipanti al Gruppo 63, Pignotti ha sviluppato una produzione artistica multimediale e sinestetica che comprende poesie visive, happening, performance, cine-poesie, libri-oggetto e opere da toccare, ascoltare, bere o persino mangiare, in un costante superamento dei confini tradizionali dell’arte.
Accanto all’attività artistica, intensa è stata anche quella di saggista, critico e docente universitario. Dal 1971 al 1996 ha insegnato prima alla Facoltà di Architettura di Firenze e successivamente al DAMS di Bologna, dedicandosi allo studio delle avanguardie e dei rapporti tra arte e mass media.
Nel corso della sua carriera Pignotti ha partecipato a sei edizioni della Biennale di Venezia, a Documenta 5 di Kassel e alla Quadriennale di Roma. Le sue opere fanno oggi parte di importanti collezioni pubbliche e private in Italia e all’estero.
L’esposizione fiorentina si inserisce nel fitto programma di iniziative, mostre e convegni organizzati in occasione del centenario della nascita, confermando la centralità del contributo di Lamberto Pignotti alla storia dell’arte, della poesia e della sperimentazione contemporanea.
La mostra sarà visitabile dal lunedì al venerdì dalle 10 alle 12.30 e dalle 14 alle 16.30, il sabato dalle 10 alle 12.30. Per informazioni e prenotazioni è possibile contattare il numero 055 4385616 dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 13.
