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Livorno, riapre il Museo Fattori: opere restaurate e restyling degli spazi di Villa Mimbelli

Dal 10 luglio tornano visitabili le sale che custodiscono 400 opere del maestro toscano e offrono una panoramica sui macchiaioli e l’arte dalla metà dell’Ottocento agli anni Quaranta del Novecento

mimbelli

Riapre al pubblico, il 10 luglio, il Museo civico Fattori di Livorno. Un allestimento completamente rinnovato nelle sale di Villa Mimbelli che custodiscono 400 opere di Giovanni Fattori tra dipinti, disegni e incisioni  e, in generale, la storia delle arti a Livorno e in Toscana dalla metà dell’Ottocento agli anni Quaranta del Novecento.

Il riallestimento completo è stato curato dal direttore scientifico dei musei livornesi Vincenzo Farinella, ordinario di Storia dell’Arte all’Università di Pisa. Come spiegano dal Comune, “molte delle opere esposte sono state sottoposte ad un attento restauro, mentre il restyling del museo propone spazi più funzionali e moderni, con nuova illuminazione a led e una palette cromatica neutra pensata per valorizzare le opere senza entrare in conflitto con le decorazioni originali della villa”.

Il percorso si apre con un’opera eccezionale del maestro livornese: un quadro fronte-retro che da un lato mostra la Carica di cavalleria a Montebello (1862) e dall’altro un soggetto mediceo abbandonato, riscoperto durante i restauri del 1994, simbolo del distacco definitivo di Fattori dal Romanticismo storico.

Il resto del percorso ripercorre l’intera carriera dell’artista: dagli Eccidi di Livorno del 1849 (nuova acquisizione attraverso l’Art bonus grazie alla donazione di Erredue spa) ai capolavori degli anni Sessanta dell’Ottocento come la Torre rossa e la grande tela ispirata a Solferino, fino ai ritratti di volti umili, ai paesaggi selvaggi e agli animali degli anni Ottanta e Novanta. Il percorso si chiude con l’ultimo dipinto incompiuto: un cavallo solitario sul mare di Livorno, lasciato interrotto nella primavera del 1908.

Le sale successive ampliano lo sguardo sui macchiaioli, come Lega, Signorini e Cabianca, i Garibaldini di Bartolena, il Naturalismo toscano di Cecconi e dei tre Tommasi, il Divisionismo di Grubicy e Benvenuti, fino ai Postmacchiaioli del Novecento con un giovanile Modigliani e opere di Ghiglia, Viani e Natali. Per la prima volta il museo dedica una sala permanente a Leonetto Cappiello, con dipinti e una ricca antologia di manifesti pubblicitari che lo consacrarono, dopo la morte di Toulouse-Lautrec, come il cartellonista più influente d’Europa.

La Villa

L’edificio di Villa Mimbelli, in via San Jacopo in Acquaviva 65, è stat costruita nel 1865 dall’architetto modenese Vincenzo Micheli su commissione del mercante Francesco Mimbelli. Fu inaugurata nel 1875, circondata da un parco con piante rare.

Gli interni distribuiti su due piani nobili riflettono la varietà stilistica dell’Eclettismo ottocentesco: al piano terra spicca la Sala da Fumo in stile moresco; lo scalone è ornato da puttini in terracotta invetriata ispirati a Della Robbia e Donatello; al primo piano la Sala degli Specchi, ex sala da ballo con giochi di specchi e affresco di Annibale Gatti, e una seconda Sala da Fumo con il camino a struzzi-cariatidi e un omaggio dipinto alla città di Livorno.

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