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Savini Tartufi, nuovo corso con il fondo Private Capital Italian Fine Food

L’azienda di Forcoli, che dal 1920 porta avanti la cultura del tartufo in Italia e nel mondo, ha ceduto l’80% delle quote. L’obiettivo è un polo delle eccellenze food

Cristiano Savini con il maxi tartufo - © Niccolò Leone

Dal 1920 sono gli ambasciatori della cultura del tartufo: oggi per Savini Tartufi si apre un nuovo corso. La storica azienda di Forcoli, guidata da oltre un secolo dalla stessa famiglia, ha ceduto l’80% delle quote al fondo di private capital Italian fine food, promosso da Avm gestioni Sgr.

L’operazione – si spiega da Salvini – è un primo tassello per la creazione di un campione del fine food italiano, su cui lasciar esprimere le potenzialità del settore attraverso una crescita organica basata, oltre che su future acquisizioni, sulla diversificazione, a partire da un’iniezione di risorse per finanziare il piano di sviluppo“. Insomma l’operazione si propone di valorizzare le eccellenze food del Made in Italy.

Il polo delle eccellenze food parte con Savini

Capofila del progetto è Savini Tartufi che negli ultimi cinque anni ha raggiunto “stabilmente un fatturato aggregato di oltre 10 milioni di Euro, esportando il 65% circa della propria produzione in oltre 40 Paesi“. Il gruppo opererà “per ottenere una crescita organica che mira all’internazionalizzazione e alla diversificazione, creando nuove sinergie e rafforzando il patrimonio aziendale grazie ad un aumento delle risorse che ne finanzieranno la crescita“.

Cristiano Savini, ad di Savini Tartufi, confermato alla guida dell’azienda, spiega: “Questa operazione è stata fatta con grande consapevolezza, per poter dare la possibilità al brand Savini Tartufi di crescere con nuova energia vitale e finanziaria. Oggi per migliorare è necessario guardare oltre“. Così Savini ha deciso per una “nuova strada: il percorso più giusto da intraprendere per andare oltre al sogno iniziato da mio nonno“.

Valorizzare il Made in Italy e i prodotti di qualità

Italian Fine Food nasce con l’ambizione di valorizzare e realizzare il grande potenziale e l’eccellenza del Made in Italy nel cibo e nei prodotti di qualità. Con questa operazione vogliamo creare qualcosa di totalmente nuovo e in grado di contraddistinguersi nel panorama internazionale”, le parole di Giovanna Dossena, principal di Avm gestioni.

Il tartufo ha ottenuto, nell’ultimo decennio, un proprio posto di rilievo all’interno dei mercati nazionali ed internazionali”, “da qui è nata l’idea di creare un campione in grado di cogliere tutte le opportunità generate dalla possibilità di unire le forze dei migliori player del settore” conclude Stefano Filippini, partner di Avm gestioni che ha seguito l’operazione.

 

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