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Sette mostre imperdibili da visitare durante le vacanze di Natale

Le donne di Mucha, gli scatti iconici di Oliviero Toscani, le sculture di Canova, le macchine da scrivere dei grandi scrittori, i coloratissimi arazzi di Depero e molte altre mostre tutte da scoprire

Una donna al museo - © Jenoche

Tra lo scarto dei regali e una fetta di panettone perchè non trascorrere una giornata delle tanto attese vacanze di Natale a visitare una bella mostra tra le tante che sono aperte in giro per la Toscana.

L’arte riscalda il cuore che più di una tazza di vin brûlé.

1- La riapertura del Museo della Moda e del Costume a Firenze

Non potete perdervi la riapertura del Museo della Moda e del Costume a Palazzo Pitti a Firenze. 12 le nuove sale inaugurate da pochssimo che ospitano pezzi unici ed iconici come il teatrale ‘mantello-kimono’ creato da Mariano Fortuny per Eleonora Duse, la tunica ‘flapper’ anni Venti di Chanel, lo splendore delle paillettes della mise indossata da Franca Florio e gli abiti da sera sgargianti di Elsa Schiaparelli, fino al lusso regale delle creazioni di Emilio Schubert, il sarto delle dive negli anni Cinquanta come Gina Lollobrigida e Sophia Loren. E ancora, le stravaganze geometriche del vestito di Patty Pravo ideato nei primi Ottanta da Gianni Versace, la sensualità essenziale della guaina nera firmata Jean Paul Gaultier e resa celebre da Madonna, l’allure da sogno della collezione di Gianfranco Ferré per Dior negli anni Novanta.

Sala con abiti anni 80 e la guaina resa famosa da Madonna

2- Il ritratto della Regina Elisabetta II a Livorno

A Villa Mimbelli a Livorno arriva niente meno che il ritratto della Regina Elisabetta II realizzato dal pittore Pietro Annigoni. L’opera si colloca all’interno della più grande retrospettiva dedicata al pittore innamorato di Livorno e delle sue marine. In mostra oltre 160 opere del grande artista del ‘900 italiano.

Regina Elisabetta, Pietro Annigoni

3- Antonio Canova e il neoclassicismo a Lucca

Allo spazio Cavallerizza di Piazzale Verdi a Lucca si tiene la mostra “Antonio Canova e il Neoclassicismo a Lucca“, curata da Vittorio Sgarbi. Esposte numerose opere tra dipinti e le più significative sculture di Canova provenienti dal Museo Gypsotheca Antonio Canova di Possagno. Tra queste anche una delle più iconiche sculture Le Grazie” che è stata di recente restaurata. Si presentano a Lucca, per la prima volta, anche dodici sculture inedite, mai viste prima, così come uscirono dallo studio romano dello scultore. Sono le teste di alcuni dei maggiori capolavori partoriti dal genio di Canova, come la Ebe, la Tersicore, la Venere italica, o la Paolina Borghese come Venere vincitrice. Le opere di Canova sono messe a confronto con quelle degli artisti toscani a lui coevi come: Pompeo Batoni, Bernardino Nocchi, Stefano Tofanelli, Lorenzo Bartolini e la pittrice Matilde Malenchini.

La mostra “Antonio Canova e il Neoclassicismo” a Lucca

4- Oliviero Toscani il rivoluzionario a Marina di Bibbona

60 anni di carriera di uno dei più famosi comunicatori a livello mondiale in mostra al Forte dei Cavalleggeri di Marina di Bibbona. Sono esposti oltre 100 scatti di Oliviero Toscani il fotografo che ha rivoluzionato il modo di parlare di problemi sociali in Italia. I suoi scatti sono a volte ironici, divertenti, altre crudi e sconvolgenti come la celebre foto del malato di Aids, il famoso manifesto Jesus Jeans ‘Chi mi ama mi segua’, il bacio tra prete e suora del 1992, No-Anorexia del 2007 e moltissime altre. In mostra anche i ritratti delle Top Model come Claudia Schiffer e Monica Bellucci e i protagonisti della scena musicale e creativa di allora da Mick Jagger, a Joe Cocker, da Alice Cooper a Lou Reed negli anni ’70, epoca in cui coglie i talenti nascosti, ne intuisce il potenziale e li propone alle redazioni, come una giovanissima Patti Smith, appena trasferitasi a New York.

Oliviero Toscani

5-Le macchine da scrivere dei grandi scrittori al Gabinetto Vieusseux

L’Archivio contemporaneo Alessandro Bonsanti del Gabinetto Vieusseux in Palazzo Corsini Suarez a Firenze si arricchisce con le nuove sale espositive dedicate alle macchine da scrivere dei più grandi scrittori e intellettuali italiani. La mostra dal titolo “I tasti della poesia. Gli scrittori alla macchina da scrivere” ospita una accanto all’altra, le macchine utilizzate da Pier Paolo Pasolini, Carlo Emilio Gadda, Vasco Pratolini, Alberto Savinio, Giuseppe Prezzolini, Alberto Arbasino e Oriana Fallaci. In mostra anche la macchina da scrivere di Eugenio Montale, una Olivetti lettera 22 donata al poeta dalla governante Gina Tiossi e prestata per l’occasione al Vieusseux dal Centro Manoscritti dell’Università di Pavia.

Gabinetto Vieusseux

6- L’arte coloratissima di Fortunato Depero

Danze, burattini, motociclette: è una mostra colorata e divertentissima, adatta anche ai più piccoli quella che Palazzo Medici Riccardi a Firenze dedica a Fortunato Depero indiscusso maestro dell’arte del Novecento. In mostra gli splendidi arazzi di cui verranno presentati in mostra alcuni esemplari di grandi dimensioni come Cavalcata Fantastica e Due Maschere Tropicali che si distinguono per una fervida immaginazione figurativa, che mescola la grafica da fumetto a quella dei cartoni animati, temi della contemporaneità a motivi tradizionali come quello del cavallo.

7- Le donne bellissime e libere di Alphonse Mucha

Per la prima volta a Firenze arriva una grande mostra dedicata ad Alphonse Mucha, il padre dell’Art Nouveau. Il Museo degli Innocenti ospiterà oltre duecento opere alla scoperta della Belle Époque, quando Parigi era il centro del mondo. La mostra “Alphonse Mucha. La seduzione dell’Art Nouveau” porterà nel capoluogo toscano le illustrazioni, i poster teatrali e la pubblicità. Le aziende dell’epoca si contendevano infatti le “donne di Mucha” per pubblicizzare i propri prodotti, dando vita alle intramontabili campagne pubblicitarie come quella del cioccolato Nestlé, dello champagne Moët & Chandon, delle sigarette, della birra, dei biscotti e dei profumi. Le iconiche e bellissime fanciulle in fiore, ritratte in una commistione unica tra sacro e profano, voluttuose e seducenti figure, rappresentate con uno stile compositivo unico, sono diventate il simbolo di un’epoca, espressione del noto “stile Mucha”.

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