Non chiamatelo festival, perché il Tagofest, prima ancora di essere una rassegna musicale, vuole essere una festa.
Una festa della musica indipendente italiana, delle etichette, delle autoproduzioni, dei dischi e soprattutto delle persone che, da più di vent’anni, ne hanno costruito la storia.
Dal 25 al 27 settembre 2026 il Tagofest torna a Pisa, negli spazi del Caracol, grazie alla collaborazione tra il locale e Stefano Rossi, storico gestore del Tago Mago.
Tre giorni di concerti dal pomeriggio fino a notte fonda, due palchi, banchetti di etichette indipendenti, dischi, cassette, fanzine, stampe e autoproduzioni.
Una vera e propria immersione nella scena underground italiana, con circa quaranta tra band, musicisti e progetti coinvolti.
Sul palco saliranno, tra gli altri: Bad Apple Sons, Bad Honko, Biglyl, Bonzo, Ruben Camillas, Consacrati a Marte, Dievel, Fecalove, Fuco, Hate & Merda, Heimito Kuntz, HSO, Jinzetto, Kossiga, La Fossa delle Marianne, Lavorazione Carni Rosse, Ledere, Malagnino, Massimiliano La Rocca, Maurizio Abate, Me Boys, MGZ, Mobcat, Na You Dj Set, Fabrizio Modonese Palumbo, Oreyeon, Massimo Pupillo, Permanent Fatal Error, Luigi Pugliano, S A R R A M, Sept. Marder / Devid Ciampalini, Sulabu, The Star Pillow / Massimiliano Furia, Tristan Da Cunha, Unadasola, We Love Surf e Zac Blue.
Una line-up volutamente senza gerarchie. Al Tagofest non ci sono headliner, né una divisione tra serie A e serie B.
C’è persino una regola non scritta, che vale per tutti, artisti compresi: quando non si suona, si sta sotto il palco. Perché il Tagofest vuole essere esattamente questo: non una successione di concerti ai quali assistere, ma un’esperienza collettiva alla quale partecipare.
Una storia iniziata nel 2005
Il Tagofest nasce nel 2005 a Marina di Massa, dall’incontro tra il Tago Mago e alcune delle realtà più attive della musica indipendente italiana.
Per dieci edizioni, fino al 2014, il festival diventa un appuntamento capace di riunire ogni estate musicisti, etichette, organizzatori e pubblico in uno stesso spazio, senza gerarchie e senza distanze.
È questa dimensione collettiva, prima ancora della musica, a definire l’identità del Tagofest: una fotografia ogni volta diversa della scena indipendente italiana, fatta di relazioni, scambi e contaminazioni.
Dopo più di dieci anni di pausa, il Tagofest è tornato nel 2025 con un’edizione in provincia di Mantova. Ora la storia riparte da Pisa, mettendo insieme chi quella stagione l’ha vissuta e chi, allora, era troppo giovane per conoscerla.
Il crowdfunding per far ripartire la festa
Per rendere possibile l’edizione pisana è stato lanciato anche un crowdfunding. Una scelta legata alla natura stessa dell’evento: la maggior parte degli artisti parteciperà senza un vero e proprio cachet, accettando il rimborso delle spese sostenute.
Ma tre giorni di musica hanno comunque costi importanti: viaggi, pasti, alloggi, personale tecnico, service, allestimenti e produzione. L’obiettivo degli organizzatori è quindi evitare che i musicisti debbano sostenere personalmente le spese per partecipare.
Il primo traguardo della raccolta è fissato a 3.500 euro, una cifra che permetterebbe di affrontare le spese delle tre giornate. Se la raccolta dovesse superare l’obiettivo, le risorse aggiuntive serviranno ad aumentare i rimborsi destinati agli artisti.
Ma il crowdfunding ha anche un’altra funzione: è, a tutti gli effetti, la prevendita del Tagofest. Sostenere la raccolta significa quindi contribuire concretamente alla realizzazione dell’evento e, allo stesso tempo, assicurarsi la possibilità di partecipare alla festa.
Per partecipare al crowdfunding visita: https://www.produzionidalbasso.com/project/tagofest-al-caracol