La Toscana è stata tra le regioni protagoniste della quarta edizione del Concorso Enologico Internazionale del Vermentino, andata in scena ad Arzachena, in Gallura, che si conferma tra gli appuntamenti più autorevoli e qualificati dedicati a uno dei vitigni simbolo del Mediterraneo. Il concorso si è chiuso con un bilancio che ha premiato non soltanto la Sardegna, patria storica del vitigno, ma anche le grandi aree produttive toscane.
Se il gradino più alto del podio è andato al Solotredici DOC Vermentino di Sardegna 2023 di Gabriele Palmas, incoronato con la Gran Medaglia d’Oro e il punteggio record di 97,3 punti, la Toscana ha saputo ritagliarsi un ruolo di primissimo piano grazie a risultati di assoluto prestigio che confermano la maturità e la crescente autorevolezza del Vermentino regionale.
Tra le otto Gran Medaglie d’Oro assegnate dalla giuria internazionale spiccano infatti ben due etichette toscane: il Col di Mezzo 2025 di Nel Cuore del Frutto, premiato con 96,67 punti, e l’LVDG 2025 di Borgo Grillo Vineyard, che ha conquistato 96,33 punti. Due riconoscimenti che certificano l’eccellenza raggiunta dalla produzione toscana e la capacità del territorio di interpretare il Vermentino con uno stile distintivo, elegante e profondamente mediterraneo.
I vini toscani premiati
Ma il medagliere toscano non si ferma qui. Importanti affermazioni sono arrivate anche dalla Maremma Toscana DOC, sempre più riferimento nazionale per il vitigno, con aziende come Cantina La Selva, Volpaia, Rocca di Montemassi, Bruni, Val delle Rose, Mazzei 1435 e Guido F. Fendi, capaci di ottenere significativi riconoscimenti in una competizione che ha visto confrontarsi 382 referenze provenienti da tutto il mondo.
A distinguersi è stata anche la straordinaria varietà dei territori toscani coinvolti. Dalla Costa Toscana ai Colli di Luni, fino al Candia dei Colli Apuani, il Vermentino toscano mostra oggi un’identità poliedrica.
Il concorso, ospitato presso l’IPSAR Costa Smeralda di Arzachena, ha visto al lavoro 44 giudici internazionali suddivisi in sette commissioni, coordinate dal decano Pierpaolo Lorieri. Un panel di altissimo profilo, con degustatori provenienti da Italia, Francia, Australia, Stati Uniti, Brasile, Corea del Sud, India e numerosi altri Paesi, a testimonianza della crescente dimensione globale del Vermentino.