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Neve, un milione di euro per gli impianti sciistici della Toscana

Un sostegno che non è solo destinato alla manutenzione degli impianti, ma anche alla promozione dello sviluppo turistico ed economico dei comprensori interessati. L’obiettivo è la destagionalizzazione

Sciatore sullo snowboard - © Johannes Waibel, Unsplash

Sostegno alle imprese toscane che gestiscono le stazioni sciistiche nei comprensori della Garfagnana, Montagna Pistoiese, Amiata e Zeri. La giunta regionale ha infatti approvato i criteri e le modalità per accedere ai finanziamenti del “Bando Neve 2020” che metterà a disposizione 1 milione di euro.
Come spiegato dall’assessore regionale al turismo e alle attività produttive, si tratta di dare un sostegno a tutte le realtà che operano sulla montagna toscana, soprattutto dopo un fine inverno-primavera molto complicato anche a causa dell’emergenza sanitaria che ha comportato una fine anticipata della stagione 2019-2020.

Non solo impianti

La somma stanziata servirà per contribuire alle spese per il funzionamento e manutenzione degli impianti, ma anche a sostenere la capacità turistica dei territori interessati durante tutto l’anno, promuovendone lo sviluppo economico e sociale e la possibilità di svolgere sport agonistico e amatoriale nel rispetto dell’ambiente e del paesaggio. In definitiva la misura punta ad incentivare la destagionalizzazione dei flussi turistici e a mantenere i livelli occupazionali anche con riguardo all’indotto delle aree interessate.

Contributo a fondo perduto

I soggetti beneficiari sono le micro, piccole e medie imprese in forma singola o associata che gestiscono impianti delle aree indicate. L’aiuto sarà concesso sotto forma di contributo a fondo perduto in conto esercizio fino ad un massimo dell’80% delle spese ritenute ammissibili (personale, materiali compresi quelli per garantire salute dei lavoratori ed utenti, servizi appaltati, comunicazioni, energia, manutenzione, affitto, amministrazione e gasolio dei mezzi, assicurazioni, soccorso, promozione, professionisti). Il costo totale dell’intervento va da un minimo di 10 mila ad un massimo di 300 mila euro. Tuttavia l’importo massimo è calcolato in base al 40% del valore della produzione, rilevato sulla singola impresa o sul raggruppamento di imprese, quale media semplice degli esercizi 2016-2017-2018. Saranno ammissibili le spese sostenute a partire dal 1 febbraio 2020 e fino al 30 novembre 2021.

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