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Firenze, il passante AV accelera: Iris scava e Belfiore prende forma

Il punto sui lavori del passante AV di Firenze: tracciato, stato di avanzamento, sostenibilità e nuova stazione Belfiore. L’opera permetterà ai treni AV di non interferire con i treni regionali, sarà strategica per tutto il centro Italia

Stazione Belfiore – rendering

Migliorare la mobilità di Firenze e dintorni, preservandone gli equilibri urbanistici e ambientali e dotandola di nuove infrastrutture sostenibili, in gran parte in sotterranea . Come? Attraverso la creazione di due tunnel e una nuova stazione dedicata esclusivamente all’alta velocità, la stazione Belfiore. Nuove strutture sotterranee che permetteranno ai treni AV di non interferire con i treni regionali. È questo l’obiettivo del futuro Passante dell’Alta Velocità di Firenze.

I lavori procedono spediti. Dopo l’ultimo sopralluogo, cui ha preso parte anche il Ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, si parla del 2029\2030 come data possibile per l’apertura di questo nuovo snodo, contestualmente dovrebbe nascere anche il People Mover che collegherà il passante alla stazione di Santa Maria Novella . Una deadline spostata avanti rispetto alle previsioni che fissavano al 2028 la messa in funzione del passante. Uno slittamento che potremmo definire in linea con la complessità del cantiere. Il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, anche lui presente al sopralluogo ha ricordato, infatti, che oltre ad essere strategica, l’opera è importante anche nei numeri, non a caso il cantiere è partito nell’agosto del 2022 con un appalto di oltre un miliardo. Si tratta, infatti, di un’infrastruttura complessa, realizzata nel cuore di una città storica, che procede oggi con numeri concreti e un avanzamento ormai visibile anche sotto terra.

Il tracciato: due gallerie sotto la città

Il cantiere prevede la realizzazione di un doppio tunnel sotterraneo sotto la città e della nuova stazione AV Belfiore, con l’obiettivo di separare i flussi dell’alta velocità da quelli regionali e migliorare l’efficienza complessiva del nodo ferroviario fiorentino .

Nel dettaglio, il passante AV si sviluppa per circa 7 chilometri complessivi, di cui oltre 6 km in sotterraneo, tra le stazioni di Campo di Marte e Rifredi. Il cuore dell’intervento è costituito da due gallerie parallele a binario semplice, denominate “pari” e “dispari”, che consentiranno ai treni AV di attraversare Firenze senza interferire con la linea storica.

Ad aprile 2026, i lavori di scavo sono in fase piuttosto avanzata: della galleria pari (Campo di Marte – Belfiore) sono già stati scavati 2.295 metri su circa 3.000 complessivi, della  galleria dispari (Campo di Marte – Belfiore) già scavati 2.994 metri dei circa 3.000 totali

La fresa Iris: la più grande d’Europa in azione

A rendere possibile lo scavo delle gallerie è l’utilizzo di due particolari frese, o talpe. Queste macchine, chiamate tecnicamente TBM (Tunnel Boring Machine) scavano, alternandosi, entrambi i tunnel, iniziando dall’imbocco sud, situato a Campo di Marte, e terminando tra le stazioni di Rifredi e Castello. Iris, è una delle due Tunnel Boring Machine (TBM). Si tratta della fresa più grande mai utilizzata in Europa per questo tipo di opere, progettata per operare in sicurezza anche in contesti urbani complessi come quello fiorentino.

La macchina, lunga oltre 130 metri e con una testa fresante di circa 9,4 metri di diametro, lavora a profondità variabili tra i 20 e i 30 metri sotto il livello del suolo. Durante l’avanzamento, Iris scava e contemporaneamente riveste la galleria con conci prefabbricati in calcestruzzo, garantendo stabilità e sicurezza. Il nome, Iris, è un omaggio al fiore simbolo di Firenze

La nuova stazione AV Firenze Belfiore

Elemento centrale del progetto è la nuova stazione AV Firenze Belfiore, progettata dallo studio internazionale Foster + Partners. La stazione sarà completamente sotterranea e si svilupperà per circa 450 metri di lunghezza .

Pensata come un’infrastruttura moderna e integrata nel contesto urbano, Belfiore sarà collegata alla rete di trasporto locale (tramvia e linee ferroviarie esistenti) e offrirà spazi ampi, luminosi e accessibili. Il modello cui guardare per immaginarla è la stazione di Bologna, con scale che collegheranno i binari sotterranei ai binari regionali in superficie. Non a caso, proprio come già fatto a Bologna è allo studio un People Mover che da Belfiore porterà in pochi minuti i passeggeri alla stazione di Santa Maria Novella, che non perderà la sua centralità per visitare Firenze. L’intento è trasformare l’area in un nuovo hub della mobilità cittadina, migliorando l’intermodalità e riducendo i tempi di attraversamento della città.

Ci sarà poi da ripensare a tutta l’area in superficie, che troverà nuova vita e potrà diventare un luogo più centrale per la vita fiorentina.

Attenzione alla sostenibilità

Grande attenzione è dedicata agli aspetti ambientali e alla sostenibilità dell’opera. Il progetto prevede sistemi avanzati di monitoraggio continuo per controllare vibrazioni, rumore e impatti sugli edifici, con migliaia di sensori attivi lungo il tracciato.

Come specificato anche sul sito internet messo online per permettere a tutti i cittadini di seguire in tempo reale i lavori delle due talpe, “Le terre provenienti dagli scavi, una volta superate le analisi di caratterizzazione ambientale (analisi tecniche e ambientali sui materiali di scavo) secondo i protocolli stabiliti dal Piano di Utilizzo delle Terre (PUT), potranno essere utilmente reimpiegate nella realizzazione del progetto di rinaturalizzazione della ex cava di lignite ubicata in località Santa Barbara, frazione del comune di Cavriglia (Arezzo)” . Una scelta che consente di trasformare un residuo di lavorazione in una risorsa per il territorio.

Un ulteriore elemento qualificante riguarda la logistica: il trasporto delle terre dal cantiere della stazione AV e del passante avviene esclusivamente su ferro . Questo permette di evitare la circolazione di camion per le strade di Firenze, eliminando traffico pesante aggiuntivo e riducendo in modo significativo l’impatto dei lavori sulla vita quotidiana della città.

Nel complesso, l’intervento si inserisce in una strategia più ampia di mobilità sostenibile: potenziare il trasporto ferroviario significa ridurre congestione ed emissioni, contribuendo a una mobilità più efficiente e a minore impatto ambientale.

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