Dopo anni di rallentamento, il mercato asiatico torna a guardare con interesse al Chianti Docg. È il bilancio che il Consorzio Vino Chianti traccia al termine di Vinexpo Asia 2026, la principale manifestazione internazionale dedicata al settore vitivinicolo nel continente asiatico, andata in scena dal 26 al 28 maggio all’Hong Kong Convention and Exhibition Centre.
Per tre giorni il Consorzio ha rappresentato la denominazione toscana con uno spazio istituzionale che ha ospitato 19 aziende produttrici, un wine bar dedicato al Chianti Docg e un intenso programma di degustazioni e incontri rivolti a buyer, importatori, operatori Horeca e stampa specializzata provenienti da tutto il mondo.
“Nonostante le difficoltà del mercato asiatico, che oggi è molto rallentato rispetto a qualche anno fa, torniamo da Hong Kong con segnali positivi”, ha commentato il presidente del Consorzio Vino Chianti Giovanni Busi: “Abbiamo registrato attenzione, curiosità e un interesse concreto da parte di buyer, importatori e operatori internazionali verso il Chianti Docg e le sue diverse espressioni territoriali “.
Sono state oltre cento le etichette protagoniste della partecipazione consortile. Le aziende presenti hanno portato in degustazione 66 etichette della denominazione, tra annate, Superiore, Riserva e vini delle sottozone, mentre il banco istituzionale ha presentato 47 etichette, compreso il Vin Santo del Chianti Doc, in rappresentanza di 25 aziende del territorio.
Tra gli appuntamenti più partecipati anche la masterclass “Chianti, a land and its wine. Versatility without borders”, condotta da Jerry Chen, docente dell’Asia Wine Service & Education Centre e diplomato Wset. L’incontro ha accompagnato operatori e giornalisti internazionali alla scoperta della versatilità del Chianti Docg e della sua capacità di dialogare con cucine e tradizioni gastronomiche differenti.
Per il Consorzio, la presenza a Hong Kong rappresenta un tassello importante della strategia di internazionalizzazione della denominazione. “Il mercato asiatico, pur attraversando una fase complessa, continua a mostrare attenzione verso vini che uniscono qualità, identità e legame con il territorio” , ha concluso Busi: “Il Chianti Docg ha dimostrato ancora una volta di possedere tutte queste caratteristiche”.