Presentata a Firenze, nella sede della giunta regionale, l’Unione comitati per i territori fragili. La realtà nasce come coordinamento di nove comitati di cittadini sorti in numerose aree della Toscana – dai comitati delle terre di Albegna, agli alluvionati di Livorno al comitato “Il Racchio” di Campi Bisenzio – che negli ultimi 20 anni hanno subito gli effetti devastanti, e anche luttuosi, di alluvioni ed eventi calamitosi.
La richiesta è di maggiore ascolto da parte delle istituzioni riguardo alle scelte in materia di sicurezza idrogeologica del territorio e la creazione di un Osservatorio civico permanente sui rischi di alluvioni ed eventi catastrofali. La Regione Toscana si è dichiarara aperta al confronto, come dimostra la stessa scelta di accogliere l’incontro nella sede della presidenza. “Occorre fare un lavoro sempre più accurato sul reticolo idraulico minore, perché sono proprio i torrenti, i rii, i fossi che richiederanno un impegno molto più presente e vicino”, rispetto al quale “sento un bisogno di dialogo e confronto”. Così il presidente Eugenio Giani questa mattina partecipando, assieme al sottosegretario alla presidenza Bernard Dika, all’evento di presentazione.
“C’è una battaglia comune da fare – ha detto – che è quella di realizzare interventi che ci portino dalla dimensione dell’emergenza alla dimensione della prevenzione”. Secondo Giani, “sarà possibile lavorare insieme con un spirito costruttivo e un rapporto franco”. In particolare nell’ambito della programmazione degli interventi sui corsi d’acqua minori, perché “quello che viene sempre più in evidenza è l’accrescersi di fenomeno estremi” su questi ultimi, relativamente ai quali “il lavoro da parte mia con umiltà e modestia è quello di concentrarci sempre più risorse possibili e di responsabilizzare più soggetti possibili, dal Genio Civile ai Consorzi di bonifica, ai Comuni”.
Sull’istituzione dell’Osservatorio si è soffermato il sottosegretario Dika. “Insieme al presidente proveremo a capire come poterlo creare”, ha spiegato il sottosegretario, che ha espresso apprezzamento per la nascita dell’Unione. “Ogni volta che c’è una voglia di partecipazione – ha detto – è un buon segnale per la comunità perché è più viva e più partecipe, e quindi ne siamo davvero contenti”.