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© Museo della Cattedrale di Chiusi

Viaggi /tesori underground

Catacombe, grotte e labirinti: un viaggio nella Toscana sotterranea

Dai bottini di Siena ai tanti parchi minerari, fino all’Antro del Corchia. Un itinerario nelle viscere della terra e nella storia più antica delle città toscane

C’è una Toscana bella e affascinante da scoprire tra cantine, borghi poco conosciuti, terme all’aria aperta. E poi c’è una Toscana ancor più ‘nascosta’ che custodisce tesori da secoli. È quella sotterranea, che cela vicoli, condotti, grotte e catacombe: un patrimonio da esplorare che saprà stupire gli amanti dell’avventura e del mistero.

I bottini di Siena

Uno degli itinerari più interessanti si trova a Siena, la città non solo del Palio ma anche dei ‘bottini’ ossia le vie d’acqua sotterranee della città, un labirinto di circa 25 chilometri, in grado di rifornire le fontane e i pozzi del centro storico.

Questo percorso sotterraneo prese il nome di bottini dal termine ‘buctinus’, che indicava la volta a botte tipica del Medioevo, presenti in questo acquedotto. Vicoli sottoterra strettissimi, larghi in media 90 centimetri e alti 180, i bottini si dividono in due grandi ramificazioni, la prima è quella di Fontebranda, della lunghezza di oltre 7 chilometri che da Fontebecci raggiunge proprio Fontebranda, in un percorso di notevole profondità e l’altra è quella maestra della Fonte Gaia. Una via d’acqua più superficiale di 15,7 chilometri che alimenta la fonte in Piazza del Campo.

È possibile visitare i ‘bottini’ in piccoli gruppi (composti dalle 8 alle 10 persone); il tour è sconsigliato a tutti coloro soffrono di patologie cardiache, respiratorie o claustrofobia.

I bottini di Siena

Pistoia sotterranea

Avete mai sentito parlare di Pistoia sotterranea? Si tratta di un percorso archeologico che si snoda proprio sotto la città e consente di esplorare le varie attività collegata all’uso dell’acqua.

Il percorso ipogeo, che si snoda per circa 650 metri lungo l’antico letto del torrente Brana, si trova all’interno dello Spedale del Ceppo, fondato nel 1277 e rimasto funzionante fino al 2013. Durante la visita si vedono testimonianze antichissime come un ponte romano, i lavatoi di origine medievale e due interessanti mulini. La visita guidata prosegue con la Pistoia “di sopra” con il teatro anatomico più piccolo del mondo.

Galleria delle Fonti dell’Abbondanza

Interessanti a Massa Marittima i cunicoli scavati nel travertino per rifornire d’acqua le Fonti dell’Abbondanza, un edificio conosciuto soprattutto per l’affresco dell’albero della fecondità. In passato le Fonti dell’Abbondanza avevano un ruolo strategico per la città, soprattutto in caso di assedio, poiché erano le uniche fonti a trovarsi entro la cinta muraria da cui poter attingere acqua potabile.

Le catacombe di Santa Mustiola a Chiusi

Chiusi è una delle mete che offre molto per chi ama itinerari nelle viscere della terra, conoscendo la storia dei territori partendo dalla loro anima più antica. Tra i tesori sotterranei da visitare ci sono sicuramente le Catacombe di Santa Mustiola che hanno preso il nome dalla Patrona della città e della Diocesi che tradizione vuole sia stata sepolta proprio in questo luogo nella metà del III secolo d.C. Il cimitero si sviluppa per circa 200 metri tra gallerie e nicchie di sepoltura. Un’altra catacomba è quella di Santa Caterina nella quale ammirare un’urna in travertino e un altare, dietro al quale si aprono le gallerie.

Il labirinto di Porsenna

Rimaniamo a Chiusi per visitare il Labirinto di Porsenna, realizzato, come racconta Plinio il Vecchio nella sua Naturlis Historia, per ospitare la tomba del leggendario re etrusco Porsenna. Una leggenda che nel Medioevo si evolse: era credenza comune infatti che il sarcofago del re fosse custodito dentro un cocchio d’oro, trainato da 12 cavalli d’oro e vegliato da una chioccia e da 5mila pulcini.

Le gallerie che si snodano sotto Chiusi, in realtà, altro non sono che un antichissimo acquedotto etrusco, costruito su più livelli. Qui l’acqua filtrata dalle rocce veniva raccolta in dei grandi bacini e prelevata poi attraverso pozzi. La visita suggestiva parte dal Museo della Cattedrale di Chiusi e si conclude nella grande cisterna etrusco-romana che risale al I secolo a.C.

Un itinerario “underground” che termina però all’aria aperta: dalla cisterna infatti è possibile salire, passando per una piccola scala a chiocciola, fino al campanile del Duomo e da lì ammirare uno splendido panorama su Chiusi e dintorni, gettando lo sguardo fino al Monte Amiata.

Miniere e percorsi underground

Visite guidate nelle gallerie delle miniere della Toscana – © Parco Museo Minerario Abbadia San Salvatore

Nel sottosuolo della Toscana sono visibili anche le testimonianze della lunga storia dell’estrazione mineraria e dell’industria metallurgica, già fiorente al tempo degli Etruschi. Oggi, chi viaggia in famiglia con i bambini può addentrarsi in parchi e musei minerari all’Isola d’Elba, sulle Colline Metallifere e sul Monte Amiata. Proprio qui, ad esempio, c’è quella di Abbadia San Salvatore dove spesso sono proprio gli ex minatori a guidare i visitatori nel tour organizzato.

Necropoli e città del tufo

La necropoli di Sovana, l’insediamento rupestre di Vitozza, la Via Cava di San Giuseppe a Pitigliano oppure il Parco archeologico di Baratti e Populonia, l’unica città etrusca ad affacciarsi sul mare: sono tante le tappe che un viaggiatore appassionato di storia non può perdere nella Toscana meridionale. Scolpiti nella roccia e avvolti da una secolare e folta vegetazione resistono cunicoli inquietanti e sommersi, sontuose tombe e grotte, tutte da scoprire.

Grotte

Antro del Corchia – © Leonid Andronov

Per un’esperienza avvincente, infine, si consiglia una visita nelle tante grotte sparse sul territorio: in Toscana se ne contano oltre 1500 che si sviluppano per oltre 270 chilometri. Meraviglie della natura, maestose concrezioni calcaree di stalattiti e stalagmiti.

Su tutte, si segnalano le cavità carsiche delle Apuane, dalla Grotta del Vento in Garfagnana, fino alle Grotte di Equi Terme in Lunigiana e l’Antro del Corchia in Versilia. Proprio il Monte Corchia è il complesso carsico più esteso d’Italia con circa 60 chilometri di gallerie e pozzi carsici e l’Abisso Paolo Roversi, che con 1249 metri di dislivello è la grotta più profonda in Italia e la 21ima al mondo.

A Monsummano Terme, invece, si è formata la millenaria Grotta Giusti: la terza grotta più grande d’Europa, e talmente incantevole che il maestro Giuseppe Verdi la definì “l’ottava meraviglia del mondo”. Al suo interno si trova n centro termale (fangoterapia, bagni ozonizzati, cure inalatorie, idromassaggi).

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