Enogastronomia/

Gender gap, Ruffino azienda vinicola modello per la parità di genere

Il gruppo di Pontassieve è al quinto bilancio di sostenibilità, aderisce pure al programma Wine in Moderation per un consumo responsabile di vino

Ruffino

Ruffino è campione di sostenibilità da ormai qualche anno come dimostra il quinto bilancio del gruppo. È inoltre fra le prime aziende vinicole italiane a ottenere la certificazione (PDR 125/22) relativa alla parità di genere. Da Ruffino il gender gap è una questione all’ordine del giorno.

Lo dimostra il fatto che la presenza fra uomini e donne quasi si equivale nel gruppo, i dipendenti godono di pari retribuzione per la stessa posizione e la presenza di donne nel leadership team aziendale è una realtà sotto gli occhi di tutti.

Dal sogno dei cugini Ilario e Leopoldo Ruffino che fondarono l’azienda nel 1877 di portare il “vino ideale” in tutte le tavole del mondo all’azienda dei sogni per chi ha l’opportunità di lavorare in questo gruppo imprenditoriale.

Sostenibilità un approccio a tutto tondo

Se fino ad oggi essere sostenibili voleva dire essenzialmente operare in modo da poter ridurre e finanche annullare il proprio impatto negativo sociale e sull’ambiente, adesso invece siamo chiamati ad anticipare gli eventi. Ad avere un impatto positivo e a un approccio a tutto tondo sul significato di sostenibilità” sottolinea Sandro Sartor, presidente e amministratore delegato Ruffino.

Il percorso che ha portato la storica azienda a questi risultati è cominciato nel 2018 quando sviluppò la piattaforma di comunicazione Ruffino Cares. Un progetto che esprime tutte le azioni del Gruppo in ambito ESG: dove l’acronimo sta per Environmental, Social and Governance. Insomma un rating di sostenibilità che esprime l’impatto ambientale, sociale e di governance dell’azienda vinicola.

I quattro punti del progetto Ruffino Cares

Solo che nel progetto Ruffino Cares i campi d’azione sono quattro: [mark]sostenibilità ambientale, educazione al consumo responsabile del vino, impegno verso gli altri, diversità e inclusione.

Sul fronte della sostenibilità Ruffino si segnala per l’uso del packaging completamente riciclabile, oltre a un risparmio di 300 tonnellate di vetro utilizzato rispetto all’anno precedente grazie a un progetto di riduzione del peso delle bottiglie. Infine l’obiettivo di lavorare con carta e cartone interamente certificato FSC entro il 2025.

Bio, presto la certificazione delle tenute

Tra le certificazioni già conseguite in ambito ambientale: la SNQPI e Biodiversity Friend per il 100% dei vigneti di proprietà. A breve si aggiungerà la certificazione biologica di tutte le tenute: oltre 500 ettari di vigneto a partire dalla vendemmia 2024.

Considerevoli i progetti per il risparmio del 50% dei volumi di acqua utilizzati grazie all’irrigazione di precisione rispetto a quella tradizionale, la creazione di 3 nuovi bacini artificiali (e 3 in fase di costruzione) per il collettamento di acqua piovana con cui alimentare i sistemi di irrigazione. Così Ruffino punta a soddisfare il fabbisogno di circa il 60% dei propri vigneti toscani entro il 2025.

Il programma per un consumo responsabile di vino

Ruffino inoltre aderisce al programma Wine in Moderation (WIM), associazione con sede a Bruxelles volta alla educazione al consumo responsabile di vino. “Ruffino è Ambassador Company di WIM dal 2019 e crede fermamente nei valori portati avanti – prosegue Sandro Sartortanto che abbiamo organizzato in questi giorni degli incontri formativi nelle scuole fiorentine e dei comuni di Bagno a Ripoli e Pontassieve condotte da una nutrizionista e un relatore di WIM per educare e rendere consapevoli i ragazzi che si approcciano al mondo del vino”.

I più popolari su intoscana