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Toscana, 5° regione per impatto economico di DOP e IGP

I prodotti alimentari certificati valgono 152 milioni di euro, i vini 1.004 milioni di euro. Sono i dati contenuti nel XVIII Rapporto Ismea-Qualivita 2020, l’analisi dei valori economici e produttivi dei settori agroalimentare e vitivinicolo DOP IGP

Il vino della Toscana - © penofoto

La Toscana con 1.156 milioni di euro è la quinta regione italiana per impatto economico dei prodotti DOP e IGP. In particolare, le denominazioni food hanno un valore di 152 milioni di euro (+5,7% rispetto al 2018), mentre quelle del vino corrispondono a 1.004 milioni di euro (+4,4% rispetto al 2018). Sono questi i dati messi in luce dal XVIII Rapporto Ismea-Qualivita 2020 sulle produzioni agroalimentari e vitivinicole italiane DOP IGP STG.

Il documento, presentato online venerdì 11 dicembre alla presenza, tra gli altri ospiti, della ministra alle Politiche Agricole Teresa Bellanova e dell’europarlamentare on. Paolo De Castro, contiene l’analisi e l’interpretazione dei più significativi fenomeni socio-economici di un settore capace di promuovere lo sviluppo nell’intero territorio italiano e che, in questa fase di difficoltà legata all’emergenza Covid-19, può puntare su pilastri strategici che negli ultimi anni ne hanno garantito la crescita trainando tutto l’agroalimentare italiano.

I dati economici della #DopEconomy, relativi al 2019, delineano un settore di primaria importanza e in crescita grazie al lavoro di oltre 180.000 operatori e l’impegno dei 285 Consorzi di tutela riconosciuti.

I numeri della Toscana

Rapporto Ismea Qualivita, i dati della Toscana

Insieme al Veneto, la Toscana vanta ben 89 prodotti DOP IGP STG: l’impatto economico del cibo rappresenta il 2% sul totale italiano ma la nostra regione conquista invece la seconda posizione a livello nazionale per l’impatto economico del vino (10,9% sul totale italiano).

Formaggi, prodotti ortofrutticoli, pasticceria, panetteria e non solo: la Toscana è ai vertici specialmente per la produzione di Olio Extravergine d’Oliva Toscano IGP, Vitellone Bianco dell’Appennino Centrale IGP, Agnello del Centro Italia IGP e Cinta Senese DOP.

Le dichiarazioni della ministra Teresa Bellanova

Il Rapporto Ismea-Qualivita ci restituisce non solo dati economici fondamentali ma anche una fotografia dettagliata del mondo delle denominazioni che per molti dei nostri territori rappresentano la spina dorsale sociale ed economica – afferma la ministra Teresa Bellanova nel corso della presentazione –. Ma anche un volano di crescita e di manutenzione integrata capace di influenzare le scelte di sviluppo delle comunità di riferimento. Le DOP e IGP sono un patrimonio rilevante del nostro paese che valorizzano le nostre imprese, impegnate in un continuo processo di qualità produttiva, in termini di salvaguardia ambientale e del paesaggio, incremento dell’occupazione e sviluppo economico”.

Overview Rapporto Ismea Qualivita

Vorrei soffermarmi – conclude la ministra – su tre parole contenute nel rapporto presentato: internazionalizzazione, sostenibilità e futuro. Come Ministero abbiamo stanziato per il futuro 8 milioni di euro per il sostegno delle iniziative dei prodotti DOP e IGP. Dobbiamo aiutare associazioni e consorzi a promuovere le denominazioni e a valorizzarle sui mercati. Lavoreremo insieme al patto per l’export dove abbiamo fortemente voluto che ci fosse un chiaro riferimento alle DOP e alle IGP nonché un intento per prevenire l’italian sounding, per evitare la concorrenza sleale e la contraffazione. La salvaguardia delle nostre eccellenze è uno dei nostri obiettivi”.

Le Indicazioni Geografiche italiane come modello di resilienza

Con quasi 17 miliardi di euro di valore alla produzione e un impatto economico in crescita per 17 regioni su 20, il comparto ribadisce la sua centralità economica e strategica per l’Italia, con un contributo del 19% al fatturato complessivo del settore agroalimentare e del 21% all’export nazionale. Oggi ci troviamo ancora ad affrontare la crisi pandemica legata alla diffusione del Covid-19. Il rapporto conferma, nonostante la pandemia in corso, la capacità di resilienza del modello delle Indicazioni Geografiche italiane.

Rapporto Ismea-Qualivita 2020

Durante questa fase – spiega Mauro Rosati, direttore generale Fondazione Qualivita, i Consorzi non si sono limitati soltanto alle attività di supporto, ma hanno anche svolto azioni di rappresentanza verso le istituzioni, assurgendo al ruolo di portavoce autorevole del sistema produttivo. Un impegno che è stato premiato anche dalle misure messe in campo dal Governo che ha riconosciuto alle Indicazioni Geografiche una valenza strategica di primo piano attraverso interventi mirati al sostegno e al rilancio. Sebbene le ricadute della pandemia saranno evidenti e diffuse per le produzioni agroalimentari e vitivinicole DOP IGP, registrare questo grado di tenuta del sistema rappresenta senza dubbio un segnale positivo che consente di guardare al futuro con la speranza di un proficuo e immediato rilancio”.

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