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Per la prima volta nella storia riunite a Firenze le tre Pietà di Michelangelo
Le tre sculture riunite nel Museo dell'Opera del Duomo offriranno l’opportunità di studiare l’evoluzione dell’arte del maestro del Rinascimento e la sua maturazione spirituale, in un percorso lungo oltre 50 anni, dal 1498 fino alla sua morte
In occasione della visita a Firenze di Papa Francesco prevista per il 27 febbraio, che vedrà riunirsi anche i Vescovi e i Sindaci del Mediterraneo, si aprirà al pubblico nel Museo dell’Opera del Duomo la mostra: “Le tre pietà di Michelangelo. Non vi si pensa quanto sangue costa” un verso ripreso dal Paradiso di Dante per far riflettere su quanto sangue fosse stato versato per la Passione di Cristo.
Per la prima volta nella storia saranno messe a confronto, vicina l’una all’altra, nella sala della Tribuna di Michelangelo, l’originale della Pietà Bandini che l’artista scolpì quando ancora non aveva 25 anni, di cui è da poco terminato il restauro, e i calchi della Pietà Vaticana e della Pietà Rondanini provenienti dai Musei Vaticani.
Le tre statue raccontano un percorso artistico più di 60 anni che si conclude con la Pietà Rondanini oggi conservata al Castello Sforzesco di Milano a cui Michelangelo ha continuato a lavorare fino all’ultimo giorno della sua morte nel 1564.
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Lorenza Borrani: dalla scuola di musica di Fiesole all’orchestra “senza direttore” Spira Mirabilis
Letizia Borrani dirigerà l'Orchestra della Toscana al Teatro Verdi di Firenze mercoledì 23 febbraio e a Figline sabato 26, con due sinfonie di Haydn e pagine antiche riviste da Bruno Maderna
La violinista fiorentina Lorenza Borrani è un talento cresciuto in nome dell’eccellenza musicale toscana, scoperto da Piero Farulli alla Scuola di Musica di Fiesole dove oggi è insegnante alimentato dai migliori maestri (Alina Company, Zinaida Gilels e Pavel Vernikov), e affermatosi nell’Orchestra Mozart di Claudio Abbado.
Quattordici anni fa ha fondato quella singolare orchestra che è Spira Mirabilis: una comune musicale (priva perciò di direttore) i cui partecipanti vivono insieme per una o due settimane di prove e discussioni democratiche, ciascuno coinvolto in prima persona nel definire e modellare l’esecuzione dei pezzi da presentare in concerto.
Questo “laboratorio” ha ispirato anche la realizzazione nel 2012 del film documentario La Spira diretto dal regista francese Geràld Caillat per Arte France, che racconta il metodo di lavoro dell’ensemble: un reportage sul fare musica insieme, e preparare un concerto in armonica condivisione.
Proprio attorno a questa pratica del concertare la musica grazie a un dialogo tra pari si è sviluppata negli ultimi anni la sua attività, una pratica democratica che rimanda anche al mondo della musica pop.
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Dai ricci di castagna dell’Amiata ecco le super-creme viso e corpo: bio, green e fatte tutte in Toscana
Biocastanea è la linea di biocosmetici realizzata da Siena Bioactive, spin-off dell'Università di Siena, in collaborazione con l'Associazione di tutela della castagna igp dell'Amiata. Da uno scarto, con un processo innovativo, ecco un cosmetico di alta gamma, con i benefici di un farmaco
Con i ricci di castagna si fa poco, se non nulla. Ma questi scarti alimentari nascondono un tesoro: sono ricchi di antiossidanti, una vera e propria miniera, perché devono proteggere la castagna dagli agenti esterni, sia atmosferici che l’inquinamento. Una proprietà che la professoressa Annalisa Santucci del dipartimento di Biotecnologia, Chimica e Farmacia dell’Univesrità di Siena ha deciso di sfruttare al massimo attraverso un processo di estrazione green e innovativo.
Ecco che dalla spin-off dell’Ateneo senese, Siena Bioactive, nasce la linea viso e corpo Biocastanea, prodotta interamente in Toscana, biosostenibile nel metodo di produzione e nella confezione. Un esempio di economia circolare e di bioeconomia, che punta al rifiuto zero: si sta lavoranda anche alla carta ricavata dagli scarti di lavorazione dei ricci per il packaging dei prodotti stessi. Ma non solo, i progetti proseguono: uno di questi è la realizzaziozione di biocosmetici simili anche dalle alghe della Laguna di Orbetello.
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Giovani artisti e un albergo diffuso: la seconda vita di Castelnuovo in Avane
Il paese, oggi completamente disabitato, sorge nel comune di Cavriglia in provincia di Arezzo. È stato scelto dalla giunta per il progetto del Mic che assegna 20 milioni di euro ad un borgo per ogni regione.
E’ Castelnuovo in Avane, paese completamente disabitato nel comune di Cavriglia, nell’aretino, il borgo che potrà rinascere grazie ai 20 milioni di euro messi a disposizione dal Ministero per la cultura, parte dei fondi Pnnr. Il Governo aveva chiesto a ciascuna Regione di scegliere un borgo da ridestare. “E la giunta toscana – annuncia il presidente Eugenio Giani – ha scelto Casstelnuovo in Avane”. L’ha scelto tra quarantaquattro contendenti che si erano fatti avanti ed inviato una manifestazione di interesse dopo che, nelle settimane scorse, era stato pubblicato l’avviso. Il progetto, che vedrà collaborare assieme Comune di Cavriglia e Regione, dovrà ora essere presentato entro il 15 marzo al Ministero.
Castelnuovo in Avane, spiega il presidente Giani, affonda le sue origini nel Medioevo. Nei secoli è arrivato a contare anche cinquecento e più abitanti. Oggi non ci vive neppure un residente: c’è solo un museo, funzionante, realizzato all’inizio degli anni Duemila dalla Regione e dedicato alle miniere. E proprio l’escavazione della lignite, nella seconda metà del Novecento, è stata causa del progressivo spopolamento del borgo. Il minerale serviva ad alimentare le vicina centrale termoelettrica di Santa Barbara e l’Enel espropriò il paese. Altri sei abitati furono rasi al suolo. Poi le miniere nel 1994 si esaurirono e l’azienda cedette il paese al Comune. Ma nessuno vi è tornato ad abitare. Spopolato per lo sfruttamento del sottosuolo, ma anche dalla guerra. “Castelnuovo – ricorda Giaini – è stato infatti teatro di un eccidio nazifascista, sul finire della Seconda Guerra Mondiale. Settantaquattro persone inermi furono fucilate nella piazza del paese”.
Con venti milioni di euro adesso potrà rinascere. Saranno restaurate le case e ricostruiti gli immobili che il tempo e gli scavi minerari hanno danneggiato. Ci saranno interventi di edilizia sociale per riportare famiglie e giovani nel borgo. Si pensa a botteghe per artigiani e per giovani artisti, in modo da farlo vivere, e ad anche un albergo diffuso in un luogo che ha tutte le carattestiche per attrarre turisti, con una vista bellissima tutt’attorno, il lago su un lato e l’affaccio verso il Chianti, a due passi dalla ciclopista dell’Arno che risale verso Gaiole.
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Le Pietre dei Giganti tornano con “Veti e Culti”: viaggio nella psichedelia horror folk
La band toscana pubblica il secondo album tra heavy rock, stoner, neopsichedelia e reminiscenze prog. Un disco di una potenza "tellurica" per un gruppo ancora giovane
Le Pietre dei Giganti band, fondata a Firenze da Lorenzo Marsili (voce e chitarre) e Francesco Utel (chitarre, tastiere e voce) e completata da Francesco Nucci (batteria e percussioni) e Niccolò Pizzamano (basso), ha annunciato il suo secondo album “Veti e culti”.
Il loro heavy rock teso e solenne si sporca di detriti stoner e si ammanta di neopsichedelia, lambendo a tratti il progressive degli anni 70, ma presta ora più che mai molta attenzione anche alla parte percussiva, assecondando una ritmicità primordiale, e a quella elettronica, con l’inserimento di synth e campioni processati.
In parallelo, gli elementi tribali e le tinte cupe hanno suggerito l’immaginario esoterico dell’album: dal contatto con la natura, dai suoi aspetti più sinistri alla sua carica viceversa trascendentale, alla ritualità nel cercare di domarla, attribuendo un senso superiore al bene e al male
Ispirati nel mood tanto al romanticismo europeo, da Gustave Dore a William Blake, quanto ai film di Pasolini o dei fratelli Coen, i testi in italiano risultano spesso onirici e conferiscono al tutto un sapore ancor più ancestrale e sacrale, contribuendo a richiamare un mondo rurale in cui il rito, come dicevamo, diventa il dialogo con la natura.
I nove brani di Veti e culti sono difficilmente inquadrabili in maniera univoca perché vivono e respirano di frequenti cambi di dinamica, al di là degli immancabili punti di riferimento che vanno dagli Ulver agli Opeth, dai Kyuss ai Queens Of The Stone Age, dai Tool ai Verdena.
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Al Meyer la nuova Tac che sembra un galeone pirata. Il Commissario Figliuolo: “Non ha eguali in Europa”
Nell'occasione il Commissario ha anche rivolto un appello per la vaccinazione anti Covid dei bambini dai 5 agli 11 anni e annunciato i prossimi passi sul fronte delle vaccinazioni: dal 1 marzo prenderà il via la somministrazione della quarta dose ai fragili.
Acquistata grazie ai fondi della struttura commissariale si tratta di un importante investimento di oltre 1milione e 200mila euro, finalizzato a migliorare ulteriormente la capacità di risposta della radiodiagnostica del Meyer. “Vedere realizzata in poco tempo una Tac di ultimissima generazione, che non ha eguali in Europa in un ambiente a misura di bambino come l’isola dei pirati, testimonia il lavoro ben fatto tra la squadra della struttura commissariale e quella del Meyer” ha detto il Commissario Gen. Francesco Paolo Figliuolo, accompagnato nella visita al Meyer dal direttore dell’ospedalino Alberto Zanobini e dal presidente della Regione Eugenio Giani.
“Con l’attivazione di questa Tac di ultima generazione il Meyer si distingue ancora una volta per l’eccellenza delle cure e dell’assistenza e di questo sono molto orgoglioso. La Regione Toscana ha già avviato la procedura necessaria perché venga riconosciuto come Istituto di ricerca di primissimo ordine a livello nazionale – sottolinea il presidente Eugenio Giani – . Ringrazio Figliuolo della sua presenza e della sinergia che è venuta a crearsi con la struttura commissariale. Per noi è un importante punto di riferimento. Ha coordinato e gestito la campagna di vaccinazione con particolare incisività, tanto da rendere l’Italia un esempio organizzativo a livello europeo”.
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La ministra Maria Cristina Messa al Museo Galileo di Firenze: la visita
Nel 2023 in occasione dei 400 anni dalla pubblicazione del “Saggiatore” di Galileo Galilei si terrà a Firenze una grande mostra dedicata al padre della scienza e del pensiero moderno
Dopo aver preso parte alla cerimonia inaugurale dell’anno accademico 2021-2022 nel Salone dei Cinquecento in Palazzo Vecchio Maria Cristina Messa ministra dell’università e della ricerca lunedì 21 febbraio ha visitato il Museo Galileo di Firenze.
Dopo un giro tra le sale che conservano una delle raccolte di strumenti scientifici più rilevanti al mondo, testimonianza dell’importanza attribuita alla scienza e ai suoi protagonisti da parte della dinastia medicea e dei granduchi lorenesi la ministra ha dato l’annuncio dell’assegnazione di un contributo annuo stabile di 1,5 milioni di euro al Museo Galileo.
Oltre al museo fiorentino il contributo è stato assegnato in Italia anche ad altre due importanti istituzioni scientifiche: il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnologia Leonardo Da Vinci di Milano e la Città della scienza di Napoli.
Grazie al finanziamento il Museo Galileo potrà portare avanti i numerosi progetti di ricerca in cui è impegnato, in collaborazione con prestigiose istituzioni italiane e straniere, e pianificare nuove iniziative e opportunità di alta divulgazione culturale e scientifica, rafforzando la rete formatasi attorno al Museo nel corso degli anni e composta da studiosi, docenti e studenti del mondo della scuola e dell’Università e dal pubblico che sempre più numeroso ha visitato le sue collezioni.
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Dai Litifiba al disco solista: il debutto artistico del pianista Federico Sagona
"86400" segna un traguardo nel percorso di ricerca personale di Federico Sagona, ma costituisce anche la nascita della sua nuova consapevolezza musicale
“86400”, un disco di piano solo, è l’album che segna il debutto solista di Federico Sagona e completa la già ricca di esperienze come musicista, arrangiatore e autore.
Federico infatti dopo studi di musica classica intrapresi a Prato, dove è nato e cresciuto, ha deciso di assecondare la sua passione per la musica leggera e quella rock. Da quel momento il suo percorso è stato segnato da una serie di progetti originali e non che lo hanno portato a collaborare dal vivo ed in studio, in Italia e all’estero, con grandi artisti del panorama musicale italiano come Piero Pelù, Litfiba, Gianni Morandi e Noemi.
Nonostante questo percorso artistico, per Federico è rimasto sempre molto importante il suo rapporto con il pianoforte e con la purezza del suo suono, e così gli ascolti onnivori stratificati negli anni tra colonne sonore e i grandi pianisti come Keith Jarrett e Michel Petrucciani hanno contribuito alla creazione di un repertorio proprio spingendolo alla ricerca di soluzioni armoniche diverse, che tenessero conto delle sue radici classiche, ma anche del suo background pop e rock.
Nasce così “86400”, il debutto solista di Federico Sagona, un disco strumentale con radici lontane che ha visto il suo completamento nel 2021.
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Mazzeo a Rondine: “Daremo il Gonfalone d’argento alla Cittadella della Pace”
“Collaboriamo insieme perché gestione dei conflitti e cultura della non violenza diventino stili di vita. Il 21 settembre sarà la Giornata della Pace in Toscana”
Sulle rive dell’Arno vicino a Ponte Buriano, il ponte della Gioconda di Leonardo Da Vinci, c’è un piccolo borgo medievale dove si respira un’aria internazionale. È Rondine Cittadella della Pace dove da quasi trent’anni giovani “nemici” provenienti da Paesi in conflitto tra loro vivono un’esperienza unica al mondo di convivenza e formazione. Insieme trasformano i propri conflitti, affinché il futuro non contempli più la guerra ma sia un domani di speranza e pace condivisa.
Il Consiglio regionale della Toscana riconosce l’impegno di Rondine e sceglie di incontrare i suoi giovani leader di pace. Sono loro, gli studenti internazionali della World House e i giovani provenienti da tutta Italia del Quarto Anno liceale d’eccellenza ad aver guidato nella visita istituzionale del borgo il presidente Antonio Mazzeo al vicepresidente Marco Casucci e ai consiglieri Vincenzo Ceccarelli, Lucia De Robertis e Giovanni Galli insieme al presidente e fondatore di Rondine e Franco Vaccari.
Una visita istituzionale alla scoperta di Rondine e dei suoi luoghi simbolo, il Monumento delle Rondini in volo, con il viaggio di andata e ritorno degli studenti della Cittadella, la Salita delle Bandiere che rappresentano i popoli di appartenenza dei giovani dove finalmente sarà rappresentata anche la Toscana, grazie alla bandiera donata dal Consiglio regionale, per ribadire come la Toscana sia da sempre terra di pace, a simboleggiare le radici unitarie di questa terra, votate al bene comune.
Per approfondire: www.intoscana.it
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In Toscana l’agricoltura biologica è già tradizione: un esempio nel Chianti aretino
Continua il nostro viaggio nelle realtà tipiche del territorio: l'azienda agricola La Torre da quindici anni porta avanti questo tipo di produzione. La vicepresidente Saccardi: "Oggi il 35% delle aziende toscane ha scelto il biologico, ben oltre l'obiettivo europeo del 25%"
Una realtà agricola che nasce negli anni Venti, ma che custidisce e valorizza tracce di epoche lontane: un castello di difesa longobardo in località Chiassa Superiore, in provincia di Arezzo. Qui l’azienda agricola e agriturismo La Torre da quindici anni coltiva e produce grano antico, olio, vino e vinsanto seguendo il metodo biologico. Uno dei primi esempi in Toscana, seguita da sempre più aziende che puntano più sulla qualità che sulla quantità.
L’impegno di mezzi e fondi messi in campo dalla Regione Toscana sta rafforzando questo filone, che oggi è molto più di una moda e che va a tutelare un territorio dall’alto valore ambientale e soprattutto prezioso per la sua biodiversità. “Puntare sul biologico è uno degli strumenti che abbiamo contro il cambiamento climatico. La Toscana investe 70 milioni di euro l’anno”, ha spiegato la vicepresidente e assessore Stefania Saccardi.
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Elettrice Palatina, Giani: “Ecco perchè da toscani dobbiamo dire grazie a questa figura straordinaria”
Anna Maria Luisa de' Medici e il lascito inestimabile di una donna moderna: alla sua morte volle che l'immenso patrimonio che aveva ereditato fosse pubblico
Anna Maria Luisa de’ Medici è stata l’ultima rappresentante del ramo granducale mediceo. Morì il 18 febbraio 1743 e per testamento lasciò alla Toscana la grandissima collezione artistica che apparteneva alla famiglia. La ricorrenza della sua morte è stata celebrata come ogni anno alle Cappelle Medicee, con il presidente della Regione Eugenio Giani e la vicesindaca di Firenze Alessia Bettini
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Al Museo del Tessuto la storia della moda italiana “vissuta” dalla famiglia Fineschi
L’esposizione “Novecento elegante. Abiti e accessori dalla donazione Fineschi” aperta fino al 29 maggio 2022 catapulterà il visitatore nella vita quotidiana dell’elegante borghesia italiana con una selezione di abiti e accessori, tutti appartenuti alla famiglia Fineschi, che li ha donati di recente alla Fondazione Museo del Tessuto
Al Museo del Tessuto di Prato sarà possibile scoprire come si vestiva, che gioielli indossava, quando andava a una festa in società, a un matrimonio importante oppure semplicemente in vacanza una famiglia benestante di metà Ottocento.
La collezione conta in totale 164 capi ed è il risultato del lavoro di raccolta di Ada Tirinnanzi Fineschi, moglie di Antonio Fineschi, che per decenni ha conservato e catalogato abiti e accessori della famiglia, creando una sorta di museo domestico.
A Prato la famiglia Fineschi è protagonista di una storia imprenditoriale che attraversa oltre un secolo e si distingue per diverse attività commerciali in città.
Grazie alla collezione di abiti e oggetti appartenuti alla famiglia Fineschi si può ricostruire la storia della moda italiana di tutto il Novecento dal periodo del dopo guerra fino ai grandi brand dell’alta moda italiana degli anni ’80.
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Stati Generali dello spettacolo dal vivo: al via il percorso partecipativo
Il 24 febbraio si aprono 4 tavoli di lavoro, l'obiettivo finale sarà realizzare un documento condiviso e costruttivo da portare alla presidenza della Regione Toscana
Dopo due anni di pandemia in cui il mondo dei lavoratori dello spettacolo ha sofferto duramente le restrizioni imposte dal Covid-19, a Firenze si terranno gli Stati Generali dello spettacolo dal vivo, in cui operatori del settore, Anci e Regione Toscana si incontreranno per avviare un percorso partecipativo dal basso per accogliere le richieste e trovare soluzioni e strategie post-covid per la ripartenza di tutto il comparto.
L’innovativa esperienza di partecipazione e comunicazione generativa sarà organizzata da Fondazione Toscana Spettacolo, in tutto saranno quattro tavoli di lavoro che saranno aperti dal 24 febbraio al 10 marzo 24 ore su 24 per poter dare la possibilità a tutti gli interessati di intervenire e contribuire alla discussione fornendo spunti e suggerimenti per rilanciare l’intero settore.
Obiettivo finale degli Stati Generali dello spettacolo dal vivo sarà realizzare un documento condiviso e costruttivo da portare alla Presidenza della Regione.
Chi è interessato a partecipare può iscriversi dal 17 febbraio tramite il sito web www.toscanaspettacolo.it.
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Pnrr, la Toscana fa squadra. Ogni mese un incontro con i sindaci e il coordinamento della Regione
Il presidente Giani: "Stanno prendendo corpo tutte le 200 linee di finanziamento".
Supporto tecnico amministrativo per atti molto complessi, circolarità delle informazioni sui progetti in corso di definizione e linee di finanziamento del Pnrr. Eugenio Giani riunisce sindaci dei Comuni capoluogo, presidenti di province, Anci e Upi, per fare un punto a tutto tondo sul poderoso incrocio tra dati tecnici e competenze da cui passa l’opportunità della Toscana di mettere a frutto al meglio i 3 miliardi e mezzo portati in dote dal Pnrr.
Davanti alla platea dei rappresentanti del sistema degli enti locali toscani, accanto al presidente, c’è la struttura tecnica predisposta per l’assistenza “continua, anche quotidiana” alle necessità dei territori. Il punto anche sulle infrastrutture: confermati il finanziamento di 70 milioni di euro per la realizzazione del ponte tra Signa e Lastra a Signa, il collegamento veloce Firenze-Pisa, lo scavalco e il collegamento con il porto a Livorno e la Tirrenica
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Alla Galleria dell’Accademia per la prima volta riuniti nove busti di Michelangelo
Fino al 19 giugno a Firenze si tiene la mostra “Michelangelo: l’effigie in bronzo di Daniele da Volterra” che ha lo scopo di rispondere alle numerose incertezze sulla cronologia e la realizzazione delle sculture
“Michelangelo: l’effigie in bronzo di Daniele da Volterra” è il titolo dell’esposizione aperta alla Galleria dell’Accademia di Firenze fino al 19 giugno 2022 che espone per la prima volta nella storia tutti i nove busti in bronzo di Michelangelo attribuiti a Daniele Da Volterra.
La mostra è l’occasione per indagare il complesso rapporto tra originali e derivazioni, cercando di rispondere a quesiti ancora aperti.
Il problema della cronologia e della fusione delle effigi bronzee di Michelangelo è infatti rimasto un punto da chiarire e ci sono grandi incertezze circa la provenienza dei numerosi esemplari esistenti.
Insieme alle tre opere già conservate a Firenze alla Galleria dell’Accademia, al Museo Nazionale del Bargello e a Casa Buonarroti, la mostra riunisce importanti prestiti da musei internazionali e italiani come: il Musée du Louvre e il Musée Jacquemart-André a Parigi, l’Ashmolean Museum a Oxford, i Musei Capitolini a Roma, il Castello Sforzesco-Civiche Raccolte d’Arte Applicata a Milano e il Museo della Città “Luigi Tonini” a Rimini.
Per questo progetto espositivo tutti gli esemplari presenti sono stati sottoposti ad un’intensa campagna di analisi non invasive con sofisticati strumenti di ultima generazione e con metodologie innovative.
Nella campagna è stato coinvolto il professor Mario Micheli, noto esperto del settore che ha lavorato già sui bronzi di Riace e sulla lupa capitolina.
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All’estero vince il vino toscano biologico e si afferma sempre di più l’e-commerce
Da Firenze, BuyWine rileva le ultime tendenza del mercato: c'è tanta voglia di ripartire, emergono nuovi gusti dei consumatori stranieri e diverse modalità di compravendita. Le voci di produttori e compratori internazionali
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Accènti intoscana: a Sansepolcro la rigenerazione parte dai giovani
Il format video di Fondazione Sistema Toscana fa tappa nell'Aretino per raccontare come la rigenerazione urbana si leghi a doppio nodo con quella culturale e umana
Dall’esperienza del centro di arte contemporanea, formazione e co-working di CasermArcheologica fino al Museo diffuso della città. In questo episodio, la giornalista Simona Bellocci ci parla di cultura e rigenerazione urbana attraverso le #StoriePossibili di alcune ragazze e ragazzi, beneficiari di Giovanisì, il progetto della Regione Toscana per l’autonomia dei giovani.
Per approfondire: https://bit.ly/SansepolcroGiovanisi
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Giorno del Ricordo. Guido Giacometti esule istriano in Consiglio regionale con la sua testimonianza
Guido Giacometti apre la valigia dei ricordi e ci porta nel suo passato di bambino, esule istriano.
Oggi Giacometti è il referente per la Toscana dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e insieme al giornalista Toni Capuozzo sono stati a Palazzo del Pegaso a Firenze, per il Giorno del Ricordo. Nella Seduta Solenne che il Consiglio regionale della Toscana ha voluto dedicare alle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano dalmata.
Una mattinata di memoria condivisa, per superare l’oblio del tempo, l’odio e le strumentalizzazioni storiche e ricostruire così una memoria non più solo istriana, fiumana o dalmata. Ma una memoria tutta italiana.
Nel Giorno del ricordo viene tratteggiato anche il ruolo della Toscana in questa vicenda storica, terra di accoglienza che aprì le proprie porte a migliaia di famiglie in fuga.
Nel servizio le interviste al presidente del Consiglio regionale della Toscana Antonio Mazzeo e al presidente della Regione Toscana Eugenio Giani.
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L'11 e il 12 febbraio torna in presenza il più importante evento internazionale per le eccellenze regionali. Il presidente della Regione, Eugenio Giani: "Sono incontri che poi danno la spinta alle esportazioni"
Torna BuyWine, il più importante evento internazionale per il vino toscano promosso da Regione Toscana e Camera di Commercio di Firenze e organizzato da PromoFirenze con il supporto di Fondazione Sistema Toscana. Produttori locali e compratori da tutto il mondo si ritrovano venerdì 11 e sabato 12 febbraio alla Fortezza da Basso per chiudere affari e promuovere le eccellenze del territorio.
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Nuovi, più efficienti, esteticamente omogenei nel colore e sempre più eco sostenibili: ecco come saranno i nuovi bus in circolazione in Toscana targati "Autolinee Toscane"
Autolinee Toscane, l’azienda del tpl della Toscana, ha presentato questa mattina dieci nuovi mezzi urbani dotati della nuova livrea e dell’estetica che accompagneranno tutti i nuovi mezzi che entreranno in servizo d’ora in poi in Toscana. Questi, dieci, fanno parte di un gruppo di cinquanta mezzi in totale che saranno destinati nei prossimi giorni alle linee fiorentine. “Sono contento – ha detto il presidente della Regione Eugenio Giani- , la rivoluzione che avevamo auspicato si sta compiendo. La Toscana avrà autobus più belli, più funzionali e più sostenibili. E a proposito di sostenibilità, l’assessore alla Mobilità del Comune di Firenze ha annunciato un investimento di circa 6 milioni di euro per l’acquisto di nuovi bus elettrici per il centro storico di Firenze.