Video
Descrizione
Nuovo ponte di Signa, lavori al via nella prossima primavera
Firmato il contratto per la realizzazione dell'infrastruttura da 71,5 milioni di euro pronta a fine 2028. Giani: "Consegniamo il progetto definitivo che verrà trasformato dal consorzio di imprese in progetto esecutivo"
Firmato in Regione il contratto per la realizzazione del nuovo ponte sull’Arno tra Signa e Lastra a Signa. A realizzare l’opera sarà il Consorzio Onesite scarl, composto da cinque imprese toscane (Endiasfalti spa, Impresa Rosi Leopoldo spa, Varvarito Lavori, Sodi Strade, Impresa Costruzioni Berti Sisto). L’inizio dei lavori è previsto nella primavera-estate del 2026. Il termine è atteso per la fine del 2028.
Potrebbe interessarti anche
Ambiente/ Radici, nel cuore della natura toscana
Radici, nel cuore nella natura toscana: viaggio nelle bellezze della Valtiberina
Nella parte più orientale della Toscana, montagne e valli custodiscono storia e bellezza. Luoghi unici tra la riserva naturale regionale Alpe della Luna, il bosco di Montalto, l’alta Valle del Tevere-Monte nero e i Monti Rognosi
È un ambiente per lo più montano, con centri poco abitati e attività agricole tipiche come quelle legate all’allevamento delle capre. Qui, nella seconda guerra mondiale, passava la linea gotica. E prima ancora, ha dato i natali e ispirato Michelangelo e Piero della Francesca. Con Radici, nel cuore della natura toscana, siamo pronti a intraprendere un altro viaggio intenso nel patrimonio naturalistico e ambientale della regione.
Potrebbe interessarti anche
Tanti giovani da tutta la Toscana al Meeting dei diritti umani per la pace
Il cinema La Compagnia di Firenze ha ospitato la ventinovesima edizione dell'appuntamento ormai centrale nel panorama culturale e civile, che ha coinvolto esperti, artisti, rappresentanti delle istituzioni e studenti provenienti da tutta la Toscana
Al Meeting dei diritti umani della Regione Toscana sono intervenuti studiosi e professionisti come Massimo Franchi, docente universitario ed esperto di conflitti, e Maria Antonietta Gulino, presidente del Consiglio Nazionale dell’Ordine degli Psicologi, che hanno offerto chiavi di lettura sui conflitti contemporanei e sul loro impatto umano e psicologico.
Al dialogo tra educazione e creatività ha contribuito anche Beatrice Tassone, fumettista e illustratrice con autismo, impegnata nel mondo dell’attivismo per i diritti delle persone con disabilità.
Inoltre, la giornata ha visto testimonianze di grande rilievo nel campo dei diritti umani e dell’impegno civile, come quella dello scrittore Stefano Massini, capace di tradurre i temi della pace e della giustizia in narrazione, parole e immaginario condiviso.
Potrebbe interessarti anche
“Cera una volta”: le incredibili sculture in cera del ‘500 e ‘600 in mostra agli Uffizi
Fino ad aprile 2026 esposte oltre novanta opere, capolavori dispersi che tornano a Firenze dopo secoli, per raccontare un capitolo dimenticato della scultura italiana, dove la materia effimera della cera si fa simbolo del tempo, della bellezza e della memoria
“Cera una volta. Sculture dalle collezioni medicee” è la prima mostra dedicata all’arte ceroplastica fiorentina tra XVI e XVII secolo.
Curata da Valentina Conticelli e Andrea Daninos, l’esposizione riporta alla luce una tradizione affascinante e oggi quasi dimenticata: quella della scultura in cera, una materia fragile e sensibile che, nelle mani dei maestri rinascimentali e barocchi, sapeva imitare la vita come nessun’altra.
L’arte della cera affonda le sue radici nelle antiche maschere etrusche e nei ritratti romani ricordati da Plinio il Vecchio, sopravvivendo nei secoli tra devozione popolare ed ex voto.
Ma è nella Firenze medicea che conosce il suo apice, divenendo protagonista delle collezioni principesche accanto a dipinti e sculture in marmo o bronzo.
Potrebbe interessarti anche
Rapporto italiani nel mondo 2025: i toscani all’estero sono oltre 241mila
All’evento della Regione Toscana dedicato all’emigrazione è stato presentato il rapporto della Fondazione Migrantes: l’emigrazione ormai è un fenomeno strutturale per l’Italia e in crescita, trainato dai giovani ad alta istruzione
È stato presentato oggi a Firenze all’evento organizzato dalla Regione Toscana il Rapporto Italiani nel Mondo 2025 della Fondazione Migrantes, giunto alla 20esima edizione, che fotografa con dati, storie e riflessioni vent’anni di mobilità italiana.
Dopo la crisi del 2008 infatti gli espatri sono cresciuti costantemente, toccando nel 2024 il record storico di 155.732 partenze: al 1 gennaio 2025 risultavano iscritti all’Aire, l’Anagrafe degli italiani all’estero, 6,4 milioni di persone, soprattutto giovani, partite per trovare un lavoro migliore ma anche per una dimensione di scelta e curiosità personale.
Un fenomeno che ha toccato anche la Toscana: al momento sono oltre 241mila i toscani residenti all’estero, di cui 7.500 partiti nel 2025, soprattutto giovani ad alta scolarizzazione che hanno scelto come mete l’Europa, l’America del Nord e del Sud.
Accanto ai giovani, tra gli italiani residenti all’estero crescono anche le donne (+115,9% in vent’anni) e gli over 50, spesso nonni o lavoratori che raggiungono figli e nipoti all’estero.
Potrebbe interessarti anche
Il futuro dell’agricoltura sostenibile, crescono i distretti biologici della Toscana
Tavolo tecnico delle 11 realtà con l'assessore Leonardo Marras e con la presidente del Consiglio regionale della Toscana, Stefania Saccardi. Dopo il recente riconoscimento di Terre Apuane, a breve si dovrebbe concludere l’iter per quello Aldobrandesco che raggrupperà alcuni comuni del grossetano
Il tavolo dei distretti biologici riuniti a Fiesole. Incontro con l’assessore all’Agricoltura Leonardo Marras, la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi. Apertura dei lavori con i saluti della sindaca Cristina Scaletti
Gli undici distretti biologici toscani iscritti nel registro nazionale sono: Fiesole, Val di Cecina, Calenzano, Montalbano, Chianti, Maremma Toscana, Colline della Pia, Valli Senesi, Valdarno di sopra, Montecucco e Terre Apuane.
Potrebbe interessarti anche
Corecom, Paolo Ruffini è il comunicatore toscano dell’anno tra ironia e inclusività
L'artista, dopo gli inizi con Ovosodo di Paolo Virzì e il successo di “Io doppio”, è apprezzato per gli spettacoli a teatro, in radio e al cinema accanto a bambini, anziani e persone con disabilità
Da Ovosodo di Paolo Virzì al successo di “Io doppio”, da programmi tv e film comici di successo a spettacoli a teatro, in radio e al cinema accanto a bambini, anziani e persone con disabilità. Paolo Ruffini, una vita tra ironia dissacrante e impegno sociale, ha ricevuto dal Corecom il premio comunicatore toscano 2025.
La cerimonia di conferimento si è svolta nella sala delle Feste di palazzo Bastogi. Sono intervenuti la presidente del Consiglio regionale Stefania Saccardi, l’assessora regionale alla Cultura Cristina Manetti, il presidente del Corecom Marco Meacci. A moderare l’evento è stata Carlotta Agostini membro del Comitato regionale per le comunicazioni.
Paolo Ruffini, che sui social è una vera star con oltre 6 milioni di follower grazie ai videopodcast da lui creati, nel ricevere il premio ha sottolineato responsabilità e insidie della comunicazione ai giorni nostri. Invitando a sfruttare al meglio le possibilità che oggi la rete ci dà.
Potrebbe interessarti anche
Il Rock Contest torna al Tenax e incorona i Prolex & Zac Blue
Domenica 14 dicembre 2025 sul palco del Tenax si è svolta la finale del concorso nazionale per band emergenti organizzato da Controradio con il supporto della Regione Toscana, ecco tutti i premiati
È tornato al Tenax, là dove tutto è cominciato. Il Rock Contest celebra la sua 37ª edizione nello storico tempio del rock fiorentino, incoronando i Prolex and Zac Blue come nuova promessa della musica emergente italiana.
Consegnati anche i premi della Regione Toscana. Agli Elemento Umano per Darwin è andato il Premio Fondo Sociale Europeo – Giovanisì, per il brano capace di esprimere al meglio desideri e inquietudini delle nuove generazioni.
A Lumen, invece, il premio dedicato a Erriquez della Bandabardò, del valore di duemila euro, grazie al Fondo Sociale Europeo Plus.
Dal palco del Tenax alle nuove voci del presente, il Rock Contest continua a essere una fucina di talenti e visioni contemporanee.
Potrebbe interessarti anche
La castagna protagonista in cucina: tre cooking show per valorizzare la filiera
A Castanea Expo spazio ai prodotti DOP e IGP: durante la manifestazione si sono tenuti incontri e degustazioni in pieno stile Vetrina Toscana
A Castanea Expo, la prima fiera dedicata alla castanicoltura, i cooking show hanno raccontato la castagna come prodotto attuale, capace di entrare in cucine diverse e linguaggi contemporanei. Nel primo appuntamento sono stati protagonisti due istituti alberghieri. L’Istituto di Figline e Incisa Valdarno ha presentato un panino realizzato con farina di marroni, mentre l’Istituto di Caprese Michelangelo ha proposto passatelli di castagne.
Lo chef Shady Hasbun ha preparato degli gnocchetti di farina di Marrone del Mugello IGP; mentre Daniele Cornacchia ha deliziato i presenti con una zuppa di Marrone del Mugello IGP, piatto che riporta al centro stagionalità, territorio e cucina di casa.
I cooking show si sono svolti a cura di Vetrina Toscana, Toscana Promozione Turistica e Fondazione Sistema Toscana, in collaborazione con i Consorzi DOP e IGP e l’Associazione Quore Toscana.
Potrebbe interessarti anche
Premio Ciampi 2025: nuove voci che tengono viva una musica necessaria
Sabato 13 dicembre al Teatro Goldoni di Livorno al Premio Ciampi alcuni dei più interessanti artisti della scena musicale contemporanea italiana e internazionale per tenere vivo il ricordo di un cantautore che non se n'è davvero mai andato
Piero Ciampi non se n’è mai andato, la sua è una musica che continua a generare futuro. A Livorno la 28esima edizione del Premio non è una celebrazione nostalgica, ma un passaggio di testimone, un dialogo vivo tra un’eredità scomoda e il presente della musica italiana.
Potrebbe interessarti anche
Viaggio nella Toscana delle castagne: storie di territori, comunità e futuro
Tradizione, turismo e nuove economie: a Castanea Expo un confronto fra le diverse realtà della regione che producono castagne o derivati a denominazione
In Toscana il castagno non è mai solo un albero. È paesaggio, lavoro, cultura. È un filo che attraversa le montagne e lega tra loro comunità diverse, trasformando un prodotto tradizionale in una risorsa contemporanea.
Da qui partono storie diverse, che cambiano volto a seconda dei territori, ma che condividono lo stesso rapporto profondo tra uomo e bosco. Di questo si è parlato a Castanea Expo, la prima fiera italiana dedicata alla filiera castanicola che si è tenuta alla Fortezza da Basso a Firenze.
A Marradi, nel Mugello, il marrone diventa festa collettiva. La Mostra Mercato del Marron Buono trasforma il borgo in un teatro diffuso, dove turismo e comunità si incontrano ogni autunno.
Sul Monte Amiata, il castagneto si vive in modo immersivo con percorsi nella natura e itinerari enogastronomici. A Caprese Michelangelo, la castagna DOP diventa occasione di incontro e di memoria condivisa. In Garfagnana, farina di neccio DOP, miele di castagno e dolci tradizionali costruiscono un’offerta di turismo lento che accompagna il visitatore in tutte le stagioni.
In Lunigiana, infine, il castagno incontra l’impresa contemporanea. A Ugliancaldo nasce una storia di coraggio: una birra alla castagna che parla di territorio e futuro.
Potrebbe interessarti anche
Il distretto castanicolo regionale per il recupero e la riqualificazione dei castagneti in Toscana
Le nuove strategie per il rilancio del comparto al centro di un confronto tra Regione, Anci e castanicoltori toscani in occasione di Castanea Expo
La castanicoltura, da sempre presidio storico delle aree montane in Toscana, attraversa una fase di grande difficoltà. L’abbandono delle colture sta compromettendo un patrimonio non solo economico ma soprattutto sociale e ambientale. Da qui la necessità di studiare nuove strategie per un rilancio del comparto. Tema al centro di un confronto tra Regione, Anci e castanicoltori toscani in occasione di Castanea Expo.
Una risposta ai problemi del comparto è attesa dalla nascita del distretto castanicolo regionale. Un progetto che, secondo le intenzioni dei promotori, deve diventare motore di rigenerazione territoriale. In cabina di regia la Regione Toscana per tracciare la strada che condurrà, si spera, a un rinascimento castanicolo. Un percorso che passa da nuove forme di associazionismo e soprattutto da un ricambio generazionale.
Potrebbe interessarti anche
La castanicoltura in Toscana tra nuove frontiere della nutraceutica e mondo del vino
A Castanea Expo esperienze a confronto per analizzare le prospettive del comparto nel segno di tradizione e innovazione
La castanicoltura in Toscana ha sempre giocato un ruolo di primo piano. Un secolo e mezzo fa la regione produceva due milioni di quintali di castagne: era la prima produttrice al mondo. Oggi la castanicoltura, lontana dai fasti del passato, è in cerca di un rilancio come è emerso a Castanea Expo in Fortezza da Basso a Firenze.
Senza rinnegare la tradizione si stanno facendo strada nuovi utilizzi tanto in ambito alimentare, sfruttando le virtù nutraceutiche delle castagne, che nel mondo enoico. Il legno di castagno è stato utilizzato con successo per i carati destinati all’affinamento del vino. Tante le potenzialità che la castanicoltura può ancora esprimere nel segno dell’innovazione.
Potrebbe interessarti anche
Enogastronomia/ Storie di moderni contadini in cucina
Storie di moderni contadini in cucina: il Marrone del Mugello IGP
Simona Bellocci e Gian Piero Fava hanno fatto tappa nel cuore del Mugello per conoscere tradizione e contemporaneità del Marrone, prodotto IGP fortemente rappresentativo del territorio
Un viaggio nei castagneti curati, recuperati, salvaguardati da giovani appassionati come Walter Sozzi o da visionari come Sven Rho che ha trasformato questo frutto prezioso in miso, birra, tempeh. L’incontro con lui e il mugnaio Giuseppe Salieri in un antico mulino del 1300. C’è poi il lato innovativo per assicurare l’altissima qualità del prodotto: come nel caso della macchina selezionatrice che “radiografa” i marroni, presentata da Pierluca Angeli. Non manca un salto nel futuro con la barretta energetica che sarà progettata dall’Università di Firenze con la collaborazione della Cooperativa Castanea, raccontata dal professor Alessandro Parenti e dal presidente Fosco Ferri. Infine la ricetta a 4 mani dello chef Gian Piero Fava e di Cristian Borchi, quest’ultimo fa parte della rete di Vetrina Toscana: la ricetta dell’episodio porta in tavola un coniglio al forno ripieno di marroni e cavolo nero su letto di purè e spolverata di tartufo bianco e nero.
Tag:
Potrebbe interessarti anche
Idee e progetti innovativi per scrivere il futuro del settore castanicolo
A Castanea Expo, buone pratiche creative a confronto nel convegno organizzato nello stand della Regione Toscana: al centro il ruolo strategico dei castagneti per la rigenerazione sociale ed economica delle aree interne della Toscana
A Castanea Expo 2025, la prima fiera di respiro internazionale dedicata alla castinocoltura, la Fortezza da Basso di Firenze ha presentato al grande pubblico la spinta innovativa della filiera che coinvolge più settori, dall’agroalimentare alla cosmetica, dal turismo al sociale con soluzioni tecnologiche, sostenibili e creative
Tag:
Potrebbe interessarti anche
Castanea Expo 2025, dall’agroalimentare al turismo: a Firenze il meglio della castanicoltura
Alla Fortezza da Basso la prima edizione dell'evento dedicato ad un prodotto di eccellenza della tradizione. Inaugurazione con Giani e Saccardi, Marras all'assemblea del distretto regionale
75 espositori, oltre settanta eventi fino al 14 dicembre per raccontare un settore in fase di rilancio. L’evento è promosso da Firenze Fiera, con l’alto patrocinio del Parlamento Europeo e del ministero dell’Agricoltura, e di numerose altre istituzioni e associazioni, in prima fila la Regione Toscana con il supporto organizzativo della Fondazione Sistema Toscana.
Potrebbe interessarti anche
Firenze accoglie la Fiamma Olimpica: Antognoni accende il braciere
La Fiamma Olimpica di Milano-Cortina 2026 è arrivata a Firenze dopo il viaggio attraverso la Maremma e la tappa di Siena, attraversando le piazze più iconiche della città fino alla grande festa in Santissima Annunziata
È stato il numero 10 viola, Giancarlo Antognoni, l’ultimo tedoforo ad arrivare in una piazza Santissima Annunziata gremita, accendendo il braciere olimpico tra gli applausi e il tripudio degli sbandieratori del Calcio Storico Fiorentino. Un finale tutto fiorentino per una giornata in cui la Fiamma Olimpica di Milano-Cortina 2026 ha abbracciato la città, attraversando piazza Pitti, piazza Duomo, piazza della Signoria, Santa Maria Novella e Ponte Vecchio.
Un percorso scandito dall’entusiasmo di centinaia di cittadine e cittadini, e illuminato dai volti di tanti protagonisti dello sport toscano ma non solo. Hanno portato la fiamma olimpica: Al Bano Carrisi, i pallavolisti Simone Buti e Veronica Angeloni, il nuotatore Simone Ciulli, fino ai tanti tedofori anonimi, fiorentini e toscani, che ogni 200 metri si sono passati la torcia portando con sé un messaggio di pace, solidarietà e comunità.
La tappa fiorentina ha chiuso la giornata iniziata a Grosseto, dove il bronzo olimpico Lorenzo Zazzeri ha portato la torcia tra le vie della città. Un viaggio che in Toscana era cominciato il 10 dicembre da Arezzo, passando tra Crete Senesi e Val d’Orcia, con la prima tappa ufficiale conclusasi a Siena.
La Fiamma continuerà il suo cammino a Prato, toccherà Pistoia, Montecatini Terme, Lucca e Pisa – dove è prevista una nuova accensione del braciere – per poi raggiungere Livorno, ultima tappa ufficiale in Toscana, prima del ritorno del 9 gennaio per il saluto finale tra Carrara e Massa.
Potrebbe interessarti anche
I castagneti in Toscana tra economia, food, turismo e Toscana Diffusa
Espressione del territorio, danno vita a prodotti di qualità che si fregiano di Dop e Igp
Potrebbe interessarti anche
Cultura/ Pillole di cultura toscana
Quarant’anni dopo il Progetto Etruschi, una nuova stagione per i musei della Toscana
Al centro del convegno regionale che si è tenuto giovedì 11 dicembre 2025 il ruolo dei musei civici tra ricerca, innovazione e partecipazione, un confronto costruttivo per raccontare come i musei locali continuano a dare vita alle civiltà del passato
A quarant’anni dal grande “Progetto Etruschi”, promosso dalla Regione Toscana nel 1985, continua la stagione di iniziative dedicate ai musei locali, al patrimonio archeologico e al rapporto tra istituzioni, comunità e territorio.
Giovedì 11 dicembre a Palazzo Strozzi Sacrati si è tenuto il convegno “Musei locali e territorio. 40 anni dopo il Progetto Etruschi” organizzato da Regione Toscana, Anci Toscana e AMAT – Associazione Musei Archeologici della Toscana.
La giornata è stata un’importante occasione di confronto sul ruolo strategico dei musei locali come presidi culturali fondamentali per la vita delle comunità: custodi di memoria e identità, ma anche motori di partecipazione, inclusione e valorizzazione del territorio.
Durante la giornata si sono alternati istituzioni, esperti e amministratori sui temi della gestione museale, della normativa, dei nuovi pubblici e della valorizzazione dei patrimoni.