Enogastronomia/

La pizza di Apogeo incontra la grande cucina italiana a Pietrasanta

Tre incontri conviviali a Pietrasanta per declinare i capisaldi della cucina tricolore (zuppe, paste ripiene, arrosti) in versione fine dining e osteria

Massimo Giovannini di Apogeo a Pietrasanta

Massimo Giovannini si conferma un maestro non solo dell’arte bianca ma della cucina crossover in generale. Dopo il progetto con la Regione Toscana legato ai prodotti Dop e Igp, la Toscana va in pizza, arriva una nuova sfida per il pizzaiolo toscano. Dal 14 marzo nel suo locale Apogeo a Pietrasanta va in tavola la Grande Cucina Italiana.

Si tratta di tre serate dedicate ai classici della tradizione gastronomica tricolore. Tre proposte declinate a vari livelli: fine dining, osteria e lievitazione. Incontri conviviali che dimostrano come la pizza toscana sia sempre più versatile in cucina.

Massimo Giovannini insieme alla moglie Barbara Boniburini è una realtà ben conosciuta nel mondo della pizza con il suo locale di Pietrasanta e ha ottenuto molti riconoscimenti prestigiosi a cominciare dai Tre Spicchi del Gambero Rosso.

Massimo Giovannini nella sua pizzeria Apogeo

Una sfida tra zuppe, paste ripiene e arrosti

Ora si prepara ad ospitare da Apogeo, da giovedì 14 marzo, tre cene attorno al tema della Grande Cucina Italiana. Ecco quindi che accanto alle celebrate pizze si troveranno zuppe, paste ripiene, arrosti. Dalle ricette nate nelle cucine di casa ai menu di ristoranti, trattorie e locali fine dining.

La dimostrazione di come l’arte bianca non abbia più confini in cucina. I piatti saranno pensati e cucinati da due ospiti per serata – uno proveniente dal fine dining e l’altro dall’osteria tradizionale o moderna – cui si affiancherà Massimo Giovannini con la sua proposta di un lievitato sul tema.

Il mondo della pizza tra fine dining e osteria

Per Giovannini non è la prima volta. In molti ricordano il grande successo delle serate di #oltrelapizza e il contributo di ospiti illustri, fra cui Corrado Assenza, Cristiano Tomei, Michele Valotti, Masaki Kuroda.

Abbiamo voluto andare oltre l’ormai classico concetto di cena a 4 o 6 mani o di topping creato all’occorrenza da chef e cuochi per impreziosire la pizza. Come alcuni anni fa ci siamo spinti sul confine fra cucina e lievitati così adesso giochiamo a includere le farine e gli impasti di diritto nella grande cucina italiana. Per farlo, abbiamo coinvolto amici e colleghi del panorama ristorativo nazionale e ciascuno presenterà, partendo dal tema comune, la sua idea. Perché il nostro patrimonio gastronomico è tanti stili, tante mani, tanti modi di pensare a un piatto, tante cose diverse tutte insieme” commenta Massimo Giovannini.

Il programma delle tre serate

Il 14 marzo si parte con Andrea Mattei di Bistrot, Forte dei Marmi, e Paolo Gori di Trattoria da Burde da Firenze, che racconteranno la loro idea di zuppa. Il 10 marzo sarà la volta di Valentino Cassanelli di Lux Lucis, Forte dei Marmi, e di Tatiana Porciani di Erbaluigia, Pisa, alle prese con la pasta ripiena. A chiudere, l’8 maggio, saranno Nicola Gronchi di Romano, Viareggio, e Simone Circella di La Brinca, Né (Genova), con gli arrosti.

Ad aprire la serata, per accompagnare il benvenuto dalla cucina, ci saranno le etichette del Birrificio del Forte di Pietrasanta, mentre durante la cena il pairing sarà con i vini di Ivan Giuliani, dell’azienda vinicola Terenzuola, direttamente dalla Lunigiana.

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