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Alla scoperta dell’Anfiteatro di Volterra: tesoro perduto e poi ritrovato
Apertura straordinaria degli scavi archeologici. Sparito dalle carte e dalle cronache antiche già dal III secolo dopo Cristo, il Teatro riaffiora per un caso fortuito nel 2015
A Volterra una delle scoperte archeologiche più importanti della storia: l’anfiteatro romano. Sparito dalle carte e dalle cronache antiche già dal III secolo dopo Cristo riaffiora per un caso fortuito nel 2015.
Da quel momento torna alla luce in tutto il suo splendore “L’Anfiteatro che non c’era” grazie alle ricerche e agli scavi guidati dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle province di Pisa e Livorno. Pietra dopo pietra, l’anfiteatro romano con i suoi tre ordini della grande ampiezza di 32 metri per 64 riscrive la storia della Volterra romana come nuovo importante centro del potere imperiale nell’antichità.
Le celebrazioni della Giornata degli Etruschi 2021 voluta dal Consiglio regionale della Toscana e dedicata alla ricerca, tutela e promozione della cultura e delle origini del territorio toscano non potevano che svolgersi a Volterra che affonda le proprie radici nella civiltà del rame del III millennio avanti Cristo, e si riscopre grazie alle recenti ricerche nella Necropoli delle Colombaie non più solo città delle urne, ma vera città etrusca e grazie all’Anfiteatro Romano come prestigioso centro della Roma antica.
“Volterra Cantiere Aperto” grazie agli investimenti congiunti di Regione Toscana, Ministero della Cultura, Comune di Volterra, Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra e privati che superano in totale i 3 milioni di euro. Un cantiere destinato a durare anni, soprattutto se parliamo degli scavi archeologici dell’Anfiteatro romano, che non resterà per molto di solo appannaggio dei ricercatori, ma si trasformerà già dal 2022 in un sito visitabile in sicurezza.
Nel servizio le interviste alla professoressa Elena Sorge della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio delle province di Pisa e Livorno, responsabile degli scavi all’Anfiteatro romano di Volterra, al presidente del Consiglio regionale della Toscana Antonio Mazzeo, al sindaco di Volterra Giacomo Santi e all’assessore alla cultura del Comune di Volterra Dario Danti.
Per approfondire: https://bit.ly/3zLVlXs
https://bit.ly/3lXp4aW
https://bit.ly/3zK9VPg
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Attualità/ Muoversi in Toscana
Continuità e razionalizzazione: parole chiave dell’imminente gestione di Autolinee Toscane per il TPL
La Toscana si prepara alla rivoluzione del trasporto pubblico locale. Tante le novità dal 1° novembre con l'obiettivo dichiarato da Autolinee Toscana di fare un salto di qualità importante e allineare questo servizio agli standard europei
A partire dal 1 ° novembre Autolinee Toscane gestirà il trasporto pubblico locale della Toscana. Avremo così una sola e unica azienda, prima esperienza in Italia, che si occuperà di gestire questo servizio nella nostra regione. Il banco di prova è importante: si tratta infatti di andare ad omogeneizzare le procedure, i modi di lavorare, i processi e la gestione portata avanti in questi anni da 12 aziende con storie ed esperienze molto diverse tra loro.
Autolinee Toscane si è preparata con investimenti complessivi di 580 milioni di euro per l’acquisto dei depositi e degli autobus, saranno 2.668 i mezzi circolanti, e molte altre risorse saranno utilizzate per l’innovazione tecnologica e la comunicazione ai cittadini utenti del trasporto pubblico locale.
Questo subentro non sarà certamente semplice o privo di complessità e il neo presidente Gianni Bechelli che ha ricevuto il testimone da Bruno Lombardi proprio alcuni giorni fa invita tutti alla pazienza, sarà una rivoluzione lenta verso la razionalizzazione del servizio guidata dall’esperienza internazionale che Autolinee Toscane e Ratp hanno maturato in questo campo.
Tutti i 5.164 dipendenti delle aziende di trasporto saranno assunti da Autolinee Toscane, confermando sia ruolo che inquadramento, grazie ad un percorso continuo di dialogo con le organizzazioni sindacali. Da qui partirà un importante percorso di valorizzazione del personale con più formazione anche per uniformare e investire sulle competenze e carriere basate sul merito.
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Storico vivaio dell’Oltrarno diventa Orto San Frediano, la prima garden kitchen di Firenze
Da un’idea della chef Enrica Della Martira una scuola di cucina di nuova generazione dove vengono organizzati corsi collettivi e lezioni individuali per una reale “garden to table experience”: punto di forza la freschezza dei vegetali a chilometro zero
Uno storico vivaio nel cuore dell’Oltrarno restituito a nuova vita per ospitare la prima garden kitchen di Firenze. Nasce da un’idea della chef Enrica Della Martira “Orto San Frediano”: una scuola di cucina di nuova generazione dove vengono organizzati corsi collettivi e lezioni individuali. Orto San Frediano propone una reale “garden to table experience” che ha nella freschezza dei vegetali a chilometro zero il suo punto di forza.
Il progetto, concepito durante i mesi del lockdown, ha recuperato il Giardino Torrini, un’area di 3.500 metri quadrati lungo via Pisana. Fino agli anni Ottanta lo spazio verde, di proprietà della famiglia Galli Torrini, è stato sede di un importante vivaio specializzato in piante grasse. Dopo oltre trent’anni di abbandono il giardino è stato riqualificato nel rispetto del paesaggio e delle strutture storiche esistenti. Il progetto di recupero è stato reso possibile anche grazie ai contributi del Fondo europeo di sviluppo regionale finalizzato agli aiuti post Pandemia.
Orto San Frediano conserva ancora oggi un uliveto con una trentina di esemplari ottocenteschi mentre la vite ricopre la facciata interna dell’edificio. La garden kitchen ruota intorno all’orto-giardino, disegnato dal vivaista Paolo Mati (Mati 1909). E’ destinata alle attività della scuola di cucina e agli eventi privati che saranno organizzati all’interno dell’ex vivaio. La cucina, arredata in maniera professionale, è stata allestita nella limonaia mentre le antiche serre sono state trasformate dall’architetto Tommaso Villa in luoghi destinati alla convivialità.
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Puliamo il Mondo 2021, dal 24 al 26 settembre in Toscana arriva l’edizione da record
Il presidente di Legambiente Toscana, Fausto Ferruzza:"150 gli enti che hanno aderito, di cui 110 Comuni. Un vero e proprio primato nazionale, nessun’altra regione ha saputo far meglio"
Torna anche in Toscana, per il ventinovesimo anno consecutivo, ‘Puliamo il Mondo’, l’iniziativa organizzata e promossa da Legambiente, grazie anche al patrocinio e al contributo della Regione. L’appuntamento è dal 24 al 26 settembre con i primi appuntamenti. La campagna proseguirà ad ottobre con un calendario fitto di iniziative. Tema dell’edizione 2021, ‘Qualcuno la raccoglierà’. La presentazione a Palazzo Strozzi Sacrati, con il presidente Eugenio Giani e quello di Legambiente Toscana Fausto Ferruzza.
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Cultura/ Toscana Cine News
Toscana Cine News, riparte la stagione dei festival e arrivano nuovi set nella regione
Nel territorio della provincia di Arezzo si sta girando in questi giorni il film "Le proprietà dei metalli", per la regia di Antonio Bigini, prodotto da Claudio Giapponesi per Kiné società cooperativa, in collaborazione con Rai Cinema.
In questa puntata, una panoramica sui film realizzati dai registi toscani, in buona parte con il sostegno di Toscana Film Commission per il programma Sensi Contemporanei Toscana per il Cinema; sui festival internazionali che portano sul grande schermo temi e istanze attuali nel dibattito sociale; sui set in arrivo nella regione.
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“Middle East Now”, il festival di cinema che racconta il Medio Oriente
Dal 28 settembre al 3 ottobre, tra cinema La Compagnia e Stensen di Firenze, 42 film per raccontare una regione del mondo tutta da scoprire
Il festival, diretto da Lisas Chiari e Roberto Ruta, arrivato alla XII edizione, dedica come di consueto un ampio spazio alla cinematografia iraniana. Ma uno dei focus più attesi è quello sull’Afganinstan, afflitto in questi giorni da una grave crisi sociale, politica e economica. Tra i temi trattati nel focus sull’Afganinstan, anche lo spinoso argomento dei diritti delle donne, che stanno pericolosamente tornando indietro, rispetto alle conquiste e affermazioni fatte negli ultimi anni.
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A Volterra il convegno “Velhatri Volaterrae. La città etrusca e il municipio romano”.
In occasione della Giornata degli Etruschi 2021 la città di Volterra ripercorre le tappe della propria storia etrusca e romana. Non una semplice presentazione del libro che raccoglie gli studi condotti negli ultimi anni, ma un convegno con i massimi studiosi italiani dell'archeologia etrusca e romana.
Rivivi la Giornata degli Etruschi 2021 e guarda il video integrale della diretta da Volterra del 17 settembre con il convegno e la presentazione del volume “Velhatri Volaterrae. La città etrusca e il municipio romano. Atti del convegno e studi”, a cura di Marisa Bonamici ed Elena Sorge.
L’occasione straordinaria in cui sono stati raccolte e presentate tutte le novità che riguardano le scoperte archeologiche di Volterra e riscrivono la storia e l’identità della città etrusca e romana.
La straordinaria scoperta dell’Anfiteatro romano di Volterra nel 2015, “la più grande scoperta archeologica degli ultimi 100 anni”. L’inaspettato ritrovamento delle tombe etrusche a camera nel sito de “Le Colombaie”.
Nel convegno sono intervenuti: il presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, il sindaco di Volterra Giacomo Santi, Elena Sorge della soprintendenza SABAB per le provincie di Pisa e Livrno, Riccardo Pepi, presidente Fondazione Cassa di Risparmio di Volterra, Giuseppe Sassatelli, presidente Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici, Filippo Donati, professore dell’Università di Firenze.
L’iniziativa è inserita nel programma delle Giornata degli Etruschi 2021 della Regione Toscana ed stata realizzata con il contributo del Consiglio Regionale della Toscana e trasmessa in live streaming sul canale fb di Intoscana.it, il portale ufficiale della Toscana.
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I Simbolisti e Dante Alighieri: “La mirabile visione” al Museo Nazionale del Bargello
Fino al 9 gennaio 2022 la mostra in mostra una selezione di 57 opere, tra pitture, sculture, stampe, incisioni e fotografie in un viaggio dalle correnti naturaliste agli influssi europei del Simbolismo
La Divina Commedia di Dante, il viaggio nell’Oltretomba dall’orrore dell’Inferno alle meravigliose visioni del Paradiso ha da sempre stimolato l’immaginazione e la creatività degli artisti di ogni epoca.
Tra Otto e Novecento i pittori simbolisti, creatori di un mondo sublime, mistico e onirico trovarono nella Divina Commedia un bacino di tematiche e spunti iconografici che ha dato vita a opere d’arte che ancora oggi sono celebri in tutto il mondo.
La mostra “La mirabile visione. Dante e la Commedia nell’immaginario simbolista” a cura di Carlo Sisi e Ilaria Ciseri aperta fino al 9 gennaio 2022 al Museo Nazionale del Bargello di Firenze celebra questa fortunata stagione dell’arte con una selezione di 57 opere, tra pitture, sculture, stampe, incisioni e fotografie.
Le opere in mostra al Bargello provengono da musei, biblioteche e istituti di cultura internazionali, tra cui il Musée d’Orsay, il Museo del Prado, la Pinacoteca di Brera, le Gallerie degli Uffizi e il Museo Etrusco di Villa Giulia, oltre che da alcune collezioni private.
La mostra è la seconda che il Museo Nazionale del Bargello dedica al Sommo Poeta in occasione del settimo centenario dalla morte di Dante Alighieri dopo ‘Onorevole e antico cittadino di Firenze’ che ricostruiva il rapporto tra il Sommo Poeta e la città, dagli anni successivi alla morte del poeta fino agli anni Cinquanta del Trecento.
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Vicopisano, dopo 450 anni il camminamento e la Rocca del Brunelleschi riaprono al pubblico
Un pezzo indelebile di storia architettonica è stato restaurato e messo in sicurezza a Vicopisano, dove alla presenza del governatore Giani e del presidente del consiglio regionale Mazzeo è stata inaugurata la nuova opera. Apertura il 2 ottobre
I toscani e i visitatori di tutto il mondo potranno tornare a vivere la grande bellezza della Rocca del Brunelleschi a Vicopisano. Questo grazie al grande lavoro di restauro, recupero funzionale e messa in sicurezza del Camminamento della Torre del Soccorso di Vico, che fanno parte del Complesso Monumentale della Rocca, frutto del genio di Filippo Brunelleschi.
Quello del Camminamento della Torre del Soccorso di Vicopisano è un progetto di restauro significativo, reso possibile grazie alla sinergia tra comune, Ministero della Cultura e regione che con la legge regionale sulle città murate ha destinato 120 mila euro al recupero e alla restituzione alla cittadinanza di questo patrimonio storico culturale.
Il recupero e il restauro del borgo di Vicopisano hanno una storia lunga circa dieci anni che guarda sempre in un’ottica di collaborazione e crescita condivisa tutti i borghi del monte pisano.
Appuntamento al prossimo 2 ottobre per l’apertura al pubblico del Camminamento della Torre del Soccorso, in occasione della festa patronale.
All’inaugurazione hanno partecipato il governatore Eugenio Giani, il presidente del Consiglio regionale Antonio Mazzeo, l’assessora all’Istruzione e alla cultura Alessandra Nardini e il sindaco di Vicopisano Matteo Ferrucci.
Per approfondire: https://bit.ly/3o1YLTP
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23 milioni dalla Regione Toscana per dare ossigeno al mondo della cultura
Dopo una prima tranche grazie alla seconda variazione di bilancio arrivano altri 11 milioni di euro divisi in sei bandi destinati al mondo degli operatori culturali del territorio
Dopo i 12 milioni e 340 mila euro che la Regione Toscana e l’assessorato alla cultura aveva destinato alla cultura con la legge finanziaria di inizio anno, arrivano adesso grazie alla seconda variazione di bilancio 11 milioni di euro, per un totale di 23 milioni e 340 mila euro
A distanza di un mese dall’approvazione della legge la giunta e gli uffici regionali hanno già destinato 9 milioni di euro dei totali 11 al finanziamento di sei bandi che interesseranno principalmente tre filoni.
Sei bandi che consentono di restituire ossigeno agli operatori della cultura: comuni, enti locali, associazioni, lavoratori che hanno resistito in un anno di Pandemia e hanno offerto servizi rivolti ai cittadini sia in presenza, sia da remoto.
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Viaggi/ E via andare...
E via andare: Filetto & Filattiera
Un viaggio in Lunigiana fatto di incontri e natura. Piccoli borghi scelti anche dagli smart workers per una vita nuova
Simona Bellocci e Benedetto Ferrara ci portano a scoprire tante storie di giovani in Lunigiana: dalla pastora Cristina a Filattiera fino a Simona, la prima smart worker di Pontremoli. Proprio qui Francesco con l’associazione “Farfalle in cammino” ha dato vita ad un progetto di smart-start working. E poi spazio alla natura, con il viaggio nel cuore dell’agripark di Emanuele tra alpaca, cavalli, asini e tante attività per le famiglie, i più piccoli e per i bambini con diverse abilità. Infine tappa a Filetto, in un cammino fatto di incontri, emozioni e stupore. Anche questo è il Rinascimento senza fine della Toscana.
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Cultura/ Premio Pieve Saverio Tutino
Premio Pieve 2021: Sandra Bigliardi racconta le tante vite di Ines Ghiron
Ines Ghiron è stata una coraggiosissima ragazza che a Roma nel 1939 aderì a Giustizia e Libertà e prese parte alla resistenza antifascista. La sua autobiografia copre gli anni 1917-1974
Nel diario di Ines Ghiron c’è la storia una donna che ha attraversato decine di scenari nei quali sfilano personaggi come Primo Levi, Rita Levi Montalcini, Ugo La Malfa, Vittorio Foa, solo per citarne alcuni
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Cultura/ Premio Pieve Saverio Tutino
Premio Pieve 2021: intervista a Gervasio Innocenti autore del diario “A casa del nonno”
Dal 2015 al 2020 Gervasio Innocenti trascorre le giornate facendo compagnia al padre paralizzato a letto, la sua testimonianza scritta lo accompagna raccontato di lui e della vita familiare, un "rito d'amore" che lo accompagna fino all’ultimo giorno della sua vita
Gervasio Innocenti, oggi sessantanovenne, riflette sulla pratica diaristica stessa, intrapresa nelle lunghe giornate trascorse accanto al padre anziano
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Il vincitore del Premio Pieve 2021: Giorgio Aceto racconta il diario del padre Furio Aceto
"Comandante Aceto" è il diario scritto da Furio Aceto dal 1943 al 1985, la sua è la storia di un ufficiale dell’esercito regio che decide di partecipare alla lotta partigiana
Vince l’edizione 2021 del Premio che ogni anno si tiene a Pieve Santo Stefano in Toscana la storia del Comandante che decise di non aderire alla Repubblica di Salò e diventò partigiano.
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Walter Veltroni al Premio Pieve 2021: “Raccontare è un atto di generosità”
Il “Premio Città del diario 2021” è stato attribuito dall’Archivio dei diari a Walter Veltroni “per l’impegno profuso per la memoria nel corso di una lunga carriera intellettuale e politica, per la grande capacita di dare voce e dignità a chi è lasciato ai margini della narrazione pubblica”
Politico, giornalista, scrittore, regista, Walter Veltroni ha scritto oltre trenta saggi e romanzi – tra cui La scoperta dell’alba (Rizzoli, 2006), Buonvino e il caso del bambino scomparso (Marsilio, 2020) – e diretto numerosi film e documentari tra cui Tutto davanti a questi occhi (2008) su Sami Modiano, sopravvissuto ad Auschwitz, Quando c’era Berlinguer (2014), presentato al Premio Pieve nello stesso anno, Edizione straordinaria (2020), Il caso Moro e la Prima Repubblica (2021).
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Premio Pieve 2021: Alice Santovetti racconta Rodolfo Santovetti “Più della guerra il collegio”
Rodolfo Santovetti è l'autore del diario che si svolge dal 1931 al 1975, in cui come una sorta di piccolo Giamburrasca racconta la sua vita in collegio a Montecassino e la sua fuga rocambolesca dopo l’arrivo della guerra
Una brillante autobiografia quella di Rodolfo Santovetti, dove la grande storia irrompe a più riprese: dalla caduta del fascismo alle avventure imprenditoriali nei mondi nuovi dell’industria cinematografica e della finanza
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Nonostante gli sforzi compiuti per preservare il patrimonio artistico italiano dai saccheggi, alla fine della Seconda guerra mondiale Hermanin sarà additato come elemento vicino al regime e obbligato a lasciare i suoi incarichi